|
 |
 |
 |
 |

E-learning
e costruzione della conoscenza.
L'implementazione di strategie meta-cognitive nelle piattaforme
multimediali (1).
Flavia
Santoianni
Università
degli Studi di Napoli Federico II
E-mail: flavia.santoianni@unina.it
|
 |
|
|
L'attuale
società della conoscenza ha segnato numerose trasformazioni
sociali e culturali, tra le quali l'evolversi del concetto
stesso di conoscenza - da argomento filosofico riservato
ad una élite intellettuale a nodo epistemologico
complesso ma aperto ad una pluralità di punti di vista,
di interpretazioni, di possibilità d'uso nella concretezza
delle azioni formative (2).
|
La
conoscenza si fa diffusa, sempre meno centralizzata, sempre
più accessibile; sceglie approcci "veloci", spesso non legati
ai linguaggi tradizionali - le immagini tendono a prevalere
sul testo scritto, facilitando gli apprendimenti e rendendo
la conoscenza alla portata di un crescente numero di persone
(3). Nello stesso tempo, mutano
le modalità di trasferimento della conoscenza, dalla intenzionalità
della trasmissione trans-generazionale alla fruizione auto-diretta
dei contenuti di apprendimento, semplificata dalle risorse
multimediali e tecnologiche. Da un punto di vista formativo,
questa realtà va introdotta in un più generale ripensamento
del significato del termine conoscenza; un ripensamento che
includa l'interiorizzazione degli atti formativi (4)
e il "supporto" culturale e sociale delle comunità di apprendimento
ai loro membri (attraverso l'apprenticeship, lo scaffolding…)
al fine di incoraggiare, in ognuno di loro, un senso di responsabilità
legato alle proprie, personali, modalità di accedere alla
conoscenza, di fruirne, di saperla riprodurre, trasferire,
generalizzare - in altre parole, di saperla costruire.
Le modalità personali di gestire le conoscenze vanno,
d'altra parte, proprio messe in relazione ai criteri collettivi
di rappresentazione delle stesse (5),
perché è nello spazio di relazione tra processi individuali
di comprensione dei significati e processi collettivi di condivisione,
negoziazione e co-costruzione di essi che si "forma" la conoscenza
- nel senso che prendono corpo le interazioni formative e
si "apre" lo spazio pedagogico.
Vi è un rapporto di stretta corrispondenza tra le trasformazioni
sociali, i bisogni educativi e formativi e le risposte della
tecnologia, che non possono prescindere dai termini precedenti
e andrebbero, anzi, orientate e modulate in base ad essi.
Ciò significa che la costruzione della conoscenza, in ambito
tecnologico, non è un concetto astratto, ma una risorsa concreta,
una risorsa di mediazione che dovrebbe sinergicamente interagire
con le dinamiche sociali, con le espressioni culturali, con
le specificità, le opportunità e gli obiettivi contestuali,
in una prospettiva di integrazione costruttiva.
In questa prospettiva, cosa può significare costruire apprendimenti
e ambienti di apprendimento?
In primo luogo, il concetto di "costruzione" implica un "lavoro"
sulla conoscenza di natura trasformativa; un lavoro di acquisizione,
elaborazione e produzione della conoscenza che renda chi apprende
protagonista del proprio processo di apprendimento - cioè
consapevole delle modalità di svolgimento del processo stesso
e capace di gestirle, in senso metariflessivo. Un protagonista
che, appunto, con la conoscenza ci lavora (6),
e la produce: è in grado, cioè, di proporre, di essere creativo.
In secondo luogo, il concetto di "costruzione" implica un
"lavoro" sulla conoscenza di natura attiva e collaborativa,
che comprende sia partecipazione - capacità di condividere,
discutere, negoziare; sia adattamento - capacità di
integrarsi in un ambiente e di "reagire" ad esso, rispondendo
alle sollecitazioni offerte ma anche trasformandolo, proponendo
nuove soluzioni da implementare. Questa complessità interpretativa
è nodale per comprendere il senso del costruttivismo che si
esprime, anche in ambito tecnologico, nella sua duplice significatività,
vigotskiana e piagetiana, attraverso le comunità di apprendimento,
i progetti, il design di percorsi formativi che rappresentino
ambienti di apprendimento modulati e modellati per la costruzione
della conoscenza.
Il punto di vista costruttivista, in ambito tecnologico, si
rivela, dunque, di particolare efficacia proprio per la sua
molteplicità interpretativa, che consente un ripensamento
del soggetto che apprende quale progettista, pensatore metariflessivo
e membro di una comunità - concorrendo allo sviluppo di itinerari
formativi orientati alla concretezza degli apprendimenti e
supportati da una visione integrata della costruzione degli
ambienti di apprendimento.
In Costruttivismo e didattica on-line, Antonia Cunti
individua nell'approccio costruttivista un possibile modello
di ricerca pedagogica e didattica per l'e-learning
che promuova apprendimenti significativi attraverso
l'organizzazione di strategie e procedure elaborative da parte
di chi apprende e da parte di chi insegna. La funzione docente
viene, infatti, a essere sollecitata dalle necessità strutturali
dell'e-learning al disegno di itinerari cognitivi "pensati"
come ambienti di formazione che consentano l'espressione critica,
autonoma e responsabile dei soggetti che apprendono e, nello
stesso tempo, valorizzino le potenzialità culturali e progettuali
dei formatori. La tensione verso un'offerta didattica sofisticata
propone, dunque, percorsi che stimolino lo sviluppo di personali
capacità riflessive e strutturative dei saperi con modalità
di interazione (le communities of learning, l'action
research, il peer tutoring, …) che incentivino
processi di co-costruzione della conoscenza nei quali entrano
in gioco aspetti sia cognitivi, sia emozionali, di condivisione
sociale.
In Le piattaforme multimediali: criteri di efficacia didattica,
Fausta Sabatano delinea un panorama dei modelli e-learning
di terza generazione, nei quali il focus di ricerca
è l'abbinamento dei concetti apprendimento e comunicazione,
entrambi considerabili processi sociali. L'idea chiave è interpretare
in senso costruttivista gli ambienti di formazione integrati,
nel virtuale (auto-apprendimento asincrono, apprendimento
sincrono, collaborativo, …). Di questi ambienti, si mettono
in luce gli aspetti di maggiore significatività - il "recupero"
del ruolo docente, la "riusabilità" dei contenuti, la guida
alla complessità, l'identità dei soggetti nei percorsi - e
le possibili problematiche - la debolezza dei filtri selettivi,
l'influenza della didattica tradizionale e il "senso" dell'apprendimento
in rete.
In Le piattaforme multimediali: la costruzione attiva della
conoscenza, Francesco Lo Presti profila una interpretazione
del soggetto in formazione che ne valorizza i caratteri di
attiva partecipazione adattiva nello scambio bidirezionale
tra mente e ambiente. Trasposto negli ambienti virtuali, questo
scambio viene a significare una restituzione al soggetto del
proprio ruolo di costruttore di conoscenza autonomo e consapevole,
che produce sapere oltre che fruirne. I nuovi media
possono, dunque, costituire una chance espressiva per
il soggetto, che ha l'occasione di esternare i propri
modelli epistemici e renderli oggettivamente accessibili da
una pluralità di soggetti. L'osservazione "a distanza" consente,
quindi, azioni riflessive e metariflessive che promuovono
la partecipazione attiva dei soggetti alla progettualità degli
ambienti di apprendimento con cui interagiscono. |
|
(1)
Il
presente contributo riprende i contenuti sviluppati nel
seguente articolo: Cunti A., Lo Presti F., Sabatano F.,
Per un modello costruttivista di e-learning. Le piattaforme
multimediali come processi costruttivi di reti concettuali
in Studi sulla Formazione, Gedit editore, Firenze,
in corso di stampa.
(2)
Bereiter C. (2002), Education
and Mind in the Knowledge Age, LEA, Mahwah, New Jersey.
(3)
Gros B. (2002), Knowledge
Construction and Technology, Journal of Educational
Multimedia and Hypermedia 11 (4), 323-343.
(4) Kruger A.C., Tomasello
M. (1996), Cultural Learning and Learning Culture,
in Olson D.R., Torrance N. (a cura di), The Handbook
of Education and Human Development, Blackwell Publishers,
Oxford.
(5) Chen D.T., Hung D. (2002),
Personalised Knowledge Representations: the Missing Half
of Online Discussion, British Journal of Educational
Technology 33, 3, 279-290.
(6) Per il concetto di knowledge
worker, vedi Drucker, P.F. (1994), The age of social
transformation, "Atlantic Monthly", November, 53-80.
|
 |
 |
 |
FORM@RE - NEWSLETTER PER LA FORMAZIONE IN RETE
© 2004-2005 Erickson Portale Internet
www.formare.erickson.it |