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Le
piattaforme multimediali: intenzionalità formativa e proposte
didattiche
Francesco Lo Presti
Università degli Studi di Napoli "Parthenope"
E-mail: francescolopresti@hotmail.com
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Nel rapporto con la realtà ognuno costruisce la propria mente
come un sistema di logiche operanti finalizzate alla classificazione,
ordinamento e controllo della stessa realtà. La costruzione
di tale sistema deriva dal rapporto di scambio tra
mente e ambiente; incorporare informazioni all'interno del
sistema equivale a costruire un modello che funge da schema
d'orientamento: il soggetto cataloga la realtà, includendo
porzioni di essa all'interno di una configurazione mentale
che è il prodotto di precedenti osservazioni e classificazioni.
Gli individui sono, pertanto, delle entità sistemiche e gli
stimoli, i segnali, le informazioni che provengono loro dal
rapporto con l'esterno assumono, attraverso l'azione costruttrice
del soggetto, il valore di elementi perturbanti e, quindi,
strutturanti la conoscenza (15).
La facoltà di costruire modelli di realtà risulta essere,
quindi, un espediente necessario per sopravvivere, in quanto
produce i sistemi di aspettative ed i modelli di realtà, che
determinano modalità di comportamento e linee guida per l'azione.
Il rapporto tra individuo e realtà è, dunque, un rapporto
costruttivo che, da un lato, definisce l'individuo stesso
come un sistema in relazione e, dall'altro, ridefinisce la
realtà così come gli individui-sistema ne danno rappresentazione.
Intendere la realtà come inevitabilmente riconducibile all'osservatore
e, pertanto, fluida ed instabile, corrisponde ad investire
il soggetto della responsabilità della costruzione (16).
Su questo punto, si innesta l'opzione costruttivista, che
trova nell'ambito dell'e-learning una significativa
declinazione, qualora si ponga, in maniera innovativa, nello
spazio che intercorre tra interno (la mente) ed esterno
(la realtà). All'interno di tale rapporto, le nuove tecnologie
svolgono un ruolo importante nel risagomare i modelli
stessi di realtà e, dunque, le prospettive e le strutture
di significato ed i sistemi di aspettative che orientano la
conoscenza.
In tal senso, la prerogativa della ristrutturazione delle
conoscenze trova una speciale allocazione, ed anzi un potenziamento,
in riferimento alle piattaforme multimediali considerate come
ambienti in cui il soggetto costruisce la propria versione
della conoscenza creando un modello che non è solo mentale
e soggettivo, come nel rapporto con la realtà fisica, bensì
esternalizzabile ed oggettivabile nella realtà
virtuale: l'utilizzo della tecnologia informatica, connessa
alle potenzialità della "rete", consente di plasmare formalmente
e strutturalmente un modello di realtà come oggetto fruibile
ed osservabile da chiunque. Il superamento della fisicità
costituisce, in tal senso, una chance significativa
sul piano delle opportunità formative.
Tale possibilità si concretizza nella riconfigurazione del
ruolo del soggetto, ossia nella creazione di condizioni che
consentano una sua partecipazione attiva all'interno delle
piattaforme multimediali; una partecipazione che, lungi dall'equivalere
semplicemente all'esercizio di una facoltà di scelta di percorso
all'interno di un disegno concettuale predefinito, si esprime
nell'identificazione e nella ricostruzione della ratio
su cui si regge il disegno stesso. In altre parole, si tratta
di costruire un modello di piattaforma che preveda la possibilità
di configurare e riconfigurare gli elementi che lo compongono,
nel riconoscimento di una strategia costruttiva che produce
propri ordini, gerarchie, vincoli (17).
Ciò vuol dire sollecitare nei soggetti la capacità di compiere
atti di "decentramento" tali da consentire di osservare la
propria mente nell'atto di creare la conoscenza.
Un modello costruttivista di e-learning prevede, dunque,
l'esplicitazione del progetto formativo che ha sostenuto la
realizzazione di una piattaforma multimediale: è opportuno
che l'identità progettuale che ha posto in connessione le
parti che compongono la stessa piattaforma sia visibile agli
occhi di chi ne fruisce. La visibilità del percorso concettuale
su cui si fonda la piattaforma multimediale esplicita, infatti,
un preciso stile cognitivo ed una precisa idea di formazione
ed, al contempo, descrive l'azione costruttiva del percorso
stesso come azione consapevole; inoltre, la trasparenza del
senso costruttivo della piattaforma rivela, da un lato, il
proprio statuto di parzialità e di revisionabilità e, dall'altro,
la sua configurazione unica e singolare. Nel rigore e nell'esplicitazione
del disegno su cui è fondato il modello si regge il carattere
del modello stesso, la sua identità. Tale modalità costruttiva
e progettuale conferisce, allora, alla didattica che ne deriva
un carattere identitario che nell'immaterialità della
didattica virtuale spesso non è trasferibile. Tutto ciò corrisponde
ad un "venire allo scoperto", a mostrare cioè, attraverso
l'enunciazione della propria collocazione, dei propri vincoli
di posizione e della storia della propria costruzione, il
volto della propria idea di educazione e il proprio stile
educativo (18).
Tale costruzione didattica consente al soggetto che apprende
di compiere un'azione autoriflessiva che consiste nel comporre
la propria idea all'interno di un modello aperto e di osservare
da lontano la realizzazione concettuale che ne deriva;
tale processo restituisce al soggetto una consapevolezza circa
le azioni costruttive che compongono il proprio sapere, consentendogli
di intervenire riflessivamente su di esse in corso d'opera:
la conoscenza riflette su se stessa all'interno del suo stesso
fluire.
Una progettualità formativa così intesa richiede, sul versante
operativo, la costruzione di una piattaforma che, in particolare,
solleciti capacità autoriflessive di gestione e di controllo
del sé conoscitivo, nell'atto stesso della creazione della
conoscenza (dimensione della consapevolezza delle proprie
facoltà interpretative e del proprio potere costruttivo e
trasformativo), garantendo due elementi fondamentali: il distanziamento
e la trasparenza.
Il distanziamento si riferisce alla necessità di rendere
il soggetto capace di monitorare se stesso nell'atto di costruire
sapere; questa capacità è realizzabile includendo nella struttura
della piattaforma un sistema di accompagnamento posto a supporto
costante del soggetto. Tale proposta non si concretizza nell'inserimento
di un "suggeritore" che aiuti nelle operazioni da compiere,
ma in un sistema che produca - attraverso una serie di indicazioni,
segnalazioni e richiami collocati a seguito di azioni e scelte
operative del soggetto - una sorta di monitoraggio e di auto-monitoraggio
del percorso evolutivo della conoscenza personale contrassegnato
da azioni metacognitive che ne rendono la percorribilità non-casuale,
ma pensata. Ciò pone il soggetto in una posizione di
costante riflessività rispetto alle operazioni che
compie. Il sistema dovrebbe prevedere, inoltre, la possibilità
di conservare una memoria delle scelte compiute, attraverso
un "tracciamento" che, realizzando una rappresentazione grafica
delle operazioni connettive prodotte, permetta al soggetto
di osservare l'esito del lavoro di costruzione del sapere,
garantendone una restituzione formativa.
Il secondo elemento di fondo della piattaforma, la trasparenza,
consiste nel rendere visibile il disegno didattico - proposta
formativa -, attraverso cui è stato organizzato il percorso
di conoscenza. Questa operazione ha lo scopo di rinforzare
nel soggetto la consapevolezza del carattere parziale e relativo
di qualsiasi conoscenza come di qualsiasi scelta, anche formativa;
emerge, inoltre, la qualità normativa dei processi decisionali,
che inducono a perseguire responsabilmente i propri atti costruttivi
e le proprie decisioni.
La realizzazione pratica di questo progetto può essere esemplificata
in riferimento alle indicazioni che seguono.
Si può pensare, dunque, a un modello di piattaforma didatticamente
efficace (19) in cui siano presenti
una serie di testi selezionati, organizzati e ricomposti secondo
un ordine che è l'ordine del docente. Su questi testi, che
compongono il percorso disciplinare della piattaforma,
il soggetto effettua una analisi interpretativa, che
consiste nella possibilità di intervenire su di essi, selezionandone
delle parti classificate, poi, come specifiche unità di
significato. Questo corrisponde ad una prima operazione
di de-costruzione della conoscenza; operazione che il soggetto
compie sotto il monitoraggio del sistema, il quale
lo sollecita circa il valore attivo delle operazioni di selezione.
Selezionate le unità e classificatele secondo un'attribuzione
di significato, queste vengono ricomposte all'interno
di un disegno a rete (mappa cognitiva). Quest'ultimo
rappresenta la modalità attraverso cui il soggetto riconnette
i blocchi di significato, che egli stesso ha estrapolato e
rinominato, ed esprime la ri-costruzione personale della
conoscenza, in modo graficamente osservabile da chiunque
entri nella piattaforma. L'osservabilità del proprio percorso
costruttivo lo rende oggetto di una riflessione circa la costruzione
dei nessi che compongono il disegno nella sua singolarità
(distanziamento). L'intero percorso di ricostruzione
contempla sempre la presenza di una serie di soste riflessive
indotte, che hanno lo scopo di favorire la consapevolezza
del proprio processo decisionale.
Alla fine di questo lavoro, la piattaforma confronta i diversi
disegni prodotti, classificando le forme di conoscenza esibite;
operazione questa che consente il raffronto e lo scambio
intersoggettivo dei percorsi di conoscenza emersi, sia
singolarmente, sia collettivamente.
Le opzioni tecniche, così congegnate nell'ambito della piattaforma,
supportano la logica di disvelamento interna al percorso,
offrendo la possibilità di realizzare in termini didattici
la sua identità costruttivista (trasparenza).
Nella dinamica di esplicitazione della logica costruttiva
del percorso di apprendimento, la piattaforma rivela la propria
parzialità e revisionabilità e, dunque, il senso di una intenzionalità
formativa che, consapevolmente, accoglie la responsabilità
propria delle scelte didattiche che accompagnano i processi
di costruzione della conoscenza.
(15) Cfr.: Bateson G., Mente
e natura (1979), trad. it., Adelphi, Milano, 1999.
(16) Cfr.: Watzlawick P. (a cura
di), La realtà inventata. Contributi al costruttivismo,
Milano, Feltrinelli, 1988.
(17) Cfr.: de Mennato P., d'Agnese
V., Tessere del mosaico pedagogico. I disegni e le parole
di una epistemologia costruttivista, Pensa Multimedia,
Lecce, 2004.
(18) Cfr.: idem.
(19) Il percorso formativo indicato
è stato attualmente implementato nella piattaforma DVLN (Dynamic
Virtual Learning Network) in una sperimentazione a cura
del gruppo di ricerca interuniversitario (Università Parthenope
e Università Federico II di Napoli) impegnato nel progetto
Firb Nuove tecnologie per la formazione continua e reti
nel sistema socioeconomico italiano. Per una analisi dettagliata
del percorso sperimentale, vedi G.Brascio, D.Bruzzese, A.Cunti,
U.Giani, M.L.Iavarone, F.Lo Presti, C.Sabatano, F.Sabatano,
F.Santoianni, DVLN e DKN. Modelli visuo-spaziali di rappresentazione
e sviluppo dei significati nella formazione a distanza. Un
approccio multidisciplinare, negli Atti del Convegno "Via
col Vento. Scambio di conoscenze senza distanze", Università
di Milano Bicocca, 5 luglio 2005, Guerini Editore, in corso
di stampa. |
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