Gli ambienti di
comunicazione mediata producono un tipo di
discorso specifico (Ligorio, 2002) che,
pur condividendo alcune caratteristiche
sia con la comunicazione orale che con la
comunicazione scritta tradizionale (Ong,
1988), costituiscono una modalità di
comunicazione ancora non indagata a fondo.
Nel caso dei forum, grazie all'asincronia
e alla rilevanza della dimensione
testuale, sembra essere privilegiata sia
una riflessione anticipata rispetto al
momento reale di comunicazione (si può
riflettere e modificare il testo prima di
renderlo pubblico), sia una riflessione
successiva, data dalla possibilità di
rileggere il contenuto delle note a cui si
vuole replicare, ma anche quello delle
proprie note.
Questi aspetti sicuramente si combinano in
modo peculiare con le caratteristiche, gli
specifici interessi, motivazioni,
aspettative e obiettivi, più o meno
espliciti del gruppo, della comunità che
si ritrova a comunicare via forum.
In questo testo si vuole proporre una
metodologia di analisi delle note postate
in un forum utilizzato da una comunità di
ricerca, capace di cogliere la
specificità del discorso e di dar conto
di cosa si discute e come, con quale stile
e con quali obiettivi.
Luoghi, scopi e dati
della comunità analizzata
Questo studio riguarda le discussioni di
una comunità denominata CKBG (Cooperative
Knowledge Building Group), coordinata da
un gruppo di ricerca inter-universitario (Cacciamani,
Cesareni, Ligorio, Martini, in stampa)
all'interno di Knowledge Forum (KF), un
web forum ideato da un gruppo di ricerca
canadese (Scardamalia e Bereiter, 1994).
Il CKBG esiste già qualche anno e ha
avviato, all'interno del FK, diversi spazi
di discussione e confronto su tematiche di
interesse condiviso. Scopo del CKBG è
quello di riflettere come una comunità di
scienziati composta da ricercatori,
docenti di diverso ordine e grado,
formatori e studenti specializzati possa
utilizzare un forum, disegnato sulla base
di una chiara e precisa cornice teorica -
ovvero quello della costruzione
collaborativa di conoscenza. Per far ciò
il forum è stato scelto come luogo di
incontro ed è diventato quindi,
contemporaneamente, oggetto e strumento di
riflessione.
Chi scrive fa attivamente parte della
comunità, pertanto questo tipo di studio
si colloca all'interno di un recente
filone di studio denominato
auto-etnografia, secondo cui i ricercatori
possono capire pratiche di lavoro e
processi di interazione sociale solo a
condizione di lasciarsi coinvolgere in
prima persona, studiando quindi le
pratiche dal "di dentro",
soprattutto quando si tratta di pratiche
altamente tecnologizzate e
professionalizzanti (Have, 2002).
Sono state valutate le note scritte dai
partecipanti, prestando attenzione alle
modalità attraverso cui il discorso si
dipana sia nelle "view" (spazi
dedicati a specifiche discussioni) sia nel
corso del tempo.
L'interfaccia grafica della versione di KF
qui analizzata è data da una struttura ad
albero i cui "rami"
rappresentano i collegamenti tra le varie
note, infatti ogni contributo può essere
"costruito" a partire da
un'altra nota (nota build-on), generando
delle sequenze dialogiche.
L'unità di analisi da noi adottata è
costituita dalle note scritte nel forum,
in particolare sono state selezionate 46
note tutte appartenenti alla view
denominata "Forum per cosa?".
Una descrizione più generale di tipo
evolutivo è stata poi condotta su tutte
le note del forum (202 note) inserite
nelle diverse view disponibili. Si tratta
quindi di un'analisi qualitativa
partecipata, effettuata tramite l'uso di
alcune schede di analisi per la
costruzione delle quali è stata
utilizzata la tecnica dell'analisi del
contenuto (Losito, 1993; Rositi, 1970). Le
schede costruite sono due e si
differenziano tra loro per il livello di
analisi: la prima riguarda un singolo
"thread", un "filo"
discorsivo, ovvero una sequenza dialogica
di note tra di loro connesse (informazioni
circa l'insieme delle note che compongono
una sequenza); la seconda scheda riguarda
invece le singole note (vedi figure 1 e
2):
- Scheda della sequenza: ha lo scopo di
descrivere le caratteristiche generali di
un thread, ovvero di una sequenza
dialogica. La scheda è finalizzata a
raccogliere informazioni circa il numero
di partecipanti ad una sequenza, il totale
di note che compongono la sequenza,
l'autore e il contenuto della nota dalla
quale origina una sequenza (nota madre);
- Scheda della nota: ha lo scopo di
valutare le singole note sotto diversi
aspetti. La nota, come unità di base
dell'intera view, viene descritta rispetto
al suo contenuto e alle sue
caratteristiche linguistiche. Vista nella
sequenza dialogica di cui fa parte, viene
poi valutata la sua relazione esplicita
con le note precedenti.
Scheda
di analisi
della sequenza
Codice sequenza n°…
|
1
n° partecipanti
2 n° note
3 Autore (specificare se
tutor) nota madre
4 Tipo nota madre
a. Richiesta
b. Riflessione
c. Citazione
d. Condivisione esperienze
personali
|
Scheda
di analisi
relativa alle note
5 Tipo di nota
a. Nota madre
b. Build on
c. Nota isolata
Caratteristiche di contenuto
6 Emoticon
a. non presente
b. presente
7 Onomatopee
a. non presente
b. presente
8 Tipo di nota
a. problema
b. La mia teoria
c. Approfondimento teorico
d. Commento
e. Metacommento
f. Sommario
g. Aiuto
h. Organizzazione
i. Relazioni sociali |
9
relazione con la nota precedente
(se è un build on)
a. accordo
b. disaccordo
c. neutro
d. richiesta chiarimenti
e. dare chiarimenti
f. dare aiuto
g. altro
Aspetti linguistici e
relazionali
10 Uso di deissi spaziali
a. Non presente
b. Presente (specificare)
11 Uso di deissi temporali
a. Non presente
b. Presente (specificare)
12 Riferimento implicito a
persona (tu, lui ecc)
a. Non presente
b. Presente (specificare)
13 Valutazione esplicita
della nota precedente a. presente
b. non presente
|
14
interlocutore implicito
a. soggetto singolo
b. Comunità
15 Riferimento alla propria
identità
a. Non presente
b. Presente
Relazione con altre note
16 Risposta semplice
a. non presente
b. presente
17 Risposta complessa
a. non presente
b. presente
18 Feedback
a. non presente
b. presente
19 Domanda di avvio
a. non presente
b. presente
20 Domanda build-on
a. non presente
b. presente
|
Figura 2 Scheda di
analisi note
Approssimativamente il 40% delle note è
stato analizzato da due ricercatori che,
dopo aver discusso i casi ambigui, hanno
raggiunto un completo accordo sulle
modalità di analisi. Per ragioni di
spazio, qui presentiamo solo l'analisi
delle frequenze degli aspetti che
riteniamo più interessanti. Una
esposizione più sistematica dei dati è
presentata in Spadaro e Ligorio (in
stampa).
Una tipica sequenza
di discorso in una view
L'uso della prima scheda ci ha fornito
informazioni utili circa l'andamento
generale delle view. In particolare alla
view "Forum per cosa?", da noi
selezionata per un'analisi più
dettagliata, hanno contribuito 8
partecipanti con 46 note discutendo dei
motivi per cui si ritiene utile l'utilizzo
di un forum in vari contesti: la
formazione di base ed universitaria, i
contesti lavorativi e le comunità
scientifiche.
La view analizzata possiede 4 sequenze
(fili) composte rispettivamente da 9, 18,
14 e 5 note. Ciascuna sequenza ha visto la
partecipazione mediamente di 5 autori.
Solo la prima nota-madre, quella che dà
l'avvio alla view, è stata scritta da un
tutor, mentre le altre sequenze sono state
originate da note-madri postate da
partecipanti semplici. I contenuti delle
note-madre sono soprattutto delle
richieste, domande rivolte generalmente a
tutti i partecipanti, in un solo caso (la
terza sequenza) si tratta di una
riflessione dell'autore sui contributi
letti.
La seconda scheda ci fornisce informazioni
circa il contenuto delle note. In questa
view sono state discusse le peculiarità
di ognuno di tali contesti, che
determinano sia i relativi problemi legati
all'introduzione delle nuove tecnologie
sia le potenzialità e i vantaggi.
Riguardo alla scuola di base la
discussione è partita da ipotesi di
lavoro concrete ed ha approfondito il
problema della motivazione degli
insegnanti relativamente all'integrazione
delle nuove tecnologie nelle attività
curricolari. Nel parlare di didattica
universitaria il focus si è invece
spostato sulla motivazione degli studenti.
In questo senso sono state avanzate delle
ipotesi circa una migliore definizione dei
ruoli e delle funzioni del tutor. Per
quanto riguarda le comunità scientifiche
invece l'attenzione è stata posta sulla
necessità di lavorare con degli obiettivi
e dei tempi predefiniti.
Il 43,5% delle note è costituito da
commenti ad altri interventi o teorie, in
altre note gli autori espongono una
propria teoria (35%) o evidenziano dei
problemi relativi all'argomento trattato
(24%).
La relazione con le note direttamente
collegate viene esplicitata, nei build-on,
più spesso con l'accordo (46%) che con il
disaccordo (7,15%). Ha un valore neutro,
invece, il 14,3% dei build-on.
Una riflessione sulla distribuzione delle
frequenze delle diverse dimensioni incluse
nella seconda scheda ci ha permesso di
ipotizzare due funzioni fondamentali
svolte dal discorso analizzato nella view
"Forum per cosa?": a) una
funzione cognitiva finalizzata alla
co-struzione di conoscenza; b) una
funzione relazionale finalizzata alla
costruzione di una intersoggettività
condivisa.
La funzione
cognitiva: co-costruzione della conoscenza
Questa funzione è stata valutata
attraverso degli indicatori di contenuto,
quali la presenza di nuovi elementi
rispetto alle altre note collegate, la
problematizzazione e l'uso di risposte
complesse. Le note che danno avvio ad una
sequenza dialogica e quelle dalle quali si
originano diramazioni sono solitamente
rivolte a tutta la comunità (57% delle
note) ed aprono nuovi problemi in forma di
domande o di riflessioni problematiche
["Scrivo questa nota di avvio
proponendo di discutere (…) Invito tutti
a produrre proposte (…)"]. Le note
di snodo somigliano alle note madri nel
contenuto problematizzante e nel
riferimento ad un interlocutore generico.
In molte note (48%) viene aggiunto un
elemento teorico nuovo da cui partono
evoluzioni della discussione e che spesso
si manifesta all'interno di una risposta
complessa ad una nota precedente (50% del
totale). In questo tipo di interventi si
tende sia a commentare la domanda che a
spiegare la risposta ["La domanda di
Antonella è molto stimolante e mi viene
da generalizzarla in tre direzioni (…)"].
Nello svolgersi della sequenza a volte
succede di modificare il tema di
discussione, spesso attraverso note che
traggono, dalle note di origine, degli
spunti per altre riflessioni ["A
proposito delle tue idee (…) mi viene in
mente una proposta"].
La co-costruzione della conoscenza è uno
degli obiettivi specifici sia del forum
(progettato seguendo una logica intesa a
sostenere la produzione di conoscenza
collaborativa) sia della comunità.. Aver
rilevato questo tipo di funzione nel
discorso ci permette di sostenere che gli
obiettivi perseguiti sono stati raggiunti.
La funzione
relazionale: la costruzione
dell'intersoggettività
L'autoreferenzialità e il riferimento
all'altro possono essere considerati come
indicatori importanti del tentativo di
costruire un'intersoggettività
collettiva, ovvero un senso di
condivisione degli stessi significati e
conoscenze (Rommetveit, 1979). Questi due
aspetti sono presenti nella view
rispettivamente nel 59% e nel 61% dei casi
e sono quasi sempre contemporaneamente
presenti nelle singole note. Le sequenze
dialogiche tendono a cominciare con una
problematizzazione generale (3 su 4
note-madri cominciano con una richiesta o
domanda) spesso in riferimento a proprie
esperienze personali ["Io sto
cercando di inserire la pratica dei forum
nella didattica universitaria (…) vorrei
capire quali altre possono essere le
ricette per impostare bene il mio
corso"]. Il thread poi procede con
l'alternanza di riferimenti al TU (in
media nel 60% delle note di ogni sequenza)
e all'IO (60%). Successivamente si
riscontra una maggiore presenza
dell'accoglimento delle note altrui a cui
si aggiungono, contemporaneamente,
commenti basati su esperienze personali o
proprie idee ["mi associo all'idea di
un'adeguata formazione degli insegnanti
sebbene un problema grosso che vedo è
quello del tempo"].
La deissi è considerato un indice di
condivisone parziale del contesto. Nelle
note analizzate questa forma linguistica
è usata nel 32% dei casi analizzati ed è
soprattutto riferita al contesto prossimo
del Forum (87,5%) in qualità di strumento
["questo che usiamo qui presenta una
grafica tipo mappe concettuali"], di
luogo ["sono felice di leggerti qui
dentro!"] o di contenuti ["un
insegnante riesce certo a tutorare queste
attività, se ha una pregressa pratica di
tutta 'sta roba" ].
Come cambia il
discorso nel tempo
Nella discussione iniziale della view i
partecipanti della comunità hanno
contribuito alle discussioni usando come
base di lavoro le proprie esperienze
(quindi un contesto individuale) per
creare una sorta di "condivisione dei
contesti di lavoro personali"
["ho scoperto due mondi completamente
diversi di utenza, sulle cui differenze mi
piacerebbe confrontarmi con voi (…)"].
Verso la fine della view, invece, si è
riusciti a generare una nuova esperienza
comune. Infatti, cogliendo l'occasione di
un congresso nazionale di interesse
collettivo, nasce l'idea di un simposio e
tutti i partecipanti del forum hanno
"postato" vari contributi
all'idea. Presupponiamo che proprio la
contemporanea presenza della funzione
cognitiva e di quella relazionale abbia
permesso alla comunità di finalizzare la
discussione alla generazione di un
"prodotto" concreto, quale un
simposio. Di fatti, questo tipo di
prodotto costituisce un tipico obiettivo
delle comunità scientifiche, inoltre
consente di "esternalizzare" (Bruner,
1997) la propria cultura e di renderla
oggetto di riflessione condivisa non solo
da parte del gruppo che ha generato il
prodotto ma anche da una comunità di
appartenenza più estesa, come quella che
partecipa da un convegno.
Conclusioni
I risultati indicano che l'acquisizione di
nuove conoscenze segue un percorso che si
potrebbe definire interno-esterno-interno.
Innanzitutto, sembra necessaria una
consapevolezza delle proprie risorse
(l'esposizione delle esperienze e teorie
personali è presente nel 75% delle note)
e delle lacune in esse presenti
(evidenziate dal 57% di domande presenti).
Questo dato ci riporta al concetto di
"memoria di comunità" espresso
da Orr (1995) secondo il quale in una
comunità di esperti dello stesso settore
i membri sanno che la distribuzione delle
loro conoscenze non è uniforme ma nel
gruppo c'è sempre chi può colmare le
lacune del singolo. Dai dati emerge
soprattutto l'importanza dell'accettare le
teorie altrui con l'accordo ma anche con
la rielaborazione delle teorie espresse,
così come è stato anche descritto in
comunità di allievi delle scuole di base,
in contesti di comunicazione tradizionale
(Ajello, Pontecorvo, Zucchermaglio, 1991).
Il passo finale è poi rappresentato dalla
realizzazione di teorie e produzioni
comuni provenienti da un sapere
contemporaneamente condiviso ed
interiorizzato individualmente.
Anche negli ambienti mediati assistiamo al
realizzarsi di uno stato intersoggettivo
tra i partecipanti. Il contesto condiviso
si modifica ed assume nuovi significati
grazie all'alternativo riferirsi alla
propria ed all'altrui visione. Infine, la
condizione finale di sintonia
intersoggettiva (Rommetveit, 1979) è,
anche in questo tipo di ambienti
collaborativi, espressa dal riconoscimento
dell'avvenuta condivisione (evidenziato
dall'uso delle deissi).
Le teorie sull'intersoggettività
provengono da elaborazioni filosofiche di
lunga tradizione che hanno seguito
percorsi molto complessi prima di
approdare alle scienze psicologiche. Allo
stesso modo concettualizzazioni
costruttiviste relative all'apprendimento
e alla collaborazione hanno sfaccettature
molteplici ed articolate. Con questo
studio abbiamo voluto esplorare l'uso di
una metodologia capace di cogliere la
complessità dei processi cognitivi e
relazionali, tenendo conto anche delle
peculiarità dello strumento di mediazione
utilizzato.
Bibliografia
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