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Una
chat per la libertà di comunicare
di Maria Gabriella Strino
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Introduzione
L'esperienza che voglio proporre è stata attuata nell'anno
scolastico 2004/2005 nella Direzione Didattica di Omegna 1°
Circolo, a seguito della sperimentazione de Il Veliero, browser
per l'utilizzo sicuro di Internet da parte dei bambini, avvenuta
l'anno scolastico precedente. E' un esempio di collaborazione
on-line tra cinque classi della nostra scuola, dislocate in
plessi distanti tra loro, e due classi della Direzione Didattica
Mar dei Caraibi di Roma-Ostia. Scopo del progetto era sviluppare
la conoscenza e la collaborazione tra i bambini sia all'interno
che all'esterno della propria scuola, promuovere l'utilizzo
della chat attraverso lo scambio di informazioni e vissuti
su un periodo storico che, pur essendo per loro distante nel
tempo, poteva ancora acquistare significato e importanza se
collegato al vissuto attuale di ogni bambino.
Perché chattare?
L'impiego della chat nella sperimentazione scolastica del
browser per l'utilizzo sicuro di Internet Il Veliero, dell'aprile
2004, ha costituito l'elemento di maggior attrazione sia per
gli alunni sia per gli insegnanti che ne hanno usufruito.
In particolare, al termine della ricerca-azione gli attori
coinvolti si erano trovati d'accordo nel ritenere che la chat
avesse contribuito a:
- potenziare le modalità comunicative degli alunni, soprattutto
di chi possiede una forte emotività che spesso ostacola l'espressione
compiuta del proprio pensiero;
- esprimere riflessioni sulle caratteristiche e potenzialità
di uno strumento comunicativo "virtuale" per molti ancora
sconosciuto;
- aumentare le capacità riflessive di ciascuno, la parola
scritta può essere modificata prima di trasformarsi in risposta
all'interlocutore;
- incrementare il livello di socializzazione e interazione
con classi di differenti contesti ambientali;
- confrontarsi liberamente scambiandosi emozioni e conoscenze,
in un contesto dove la virtualità è solo mancanza di contatto
fisico, di vista, di udito, ma dove si riesce a mettere in
campo veramente ciò che ciascuno effettivamente pensa;
- superare gli stereotipi: il dialogo avviene attraverso l'ascolto
dell'altro, concentrandosi su quanto viene detto e non su
elementi fisici che possono fuorviare l'attenzione dal discorso;
- stimolare la naturale propensione dei bambini a giocare
con la fantasia;
- approfondire la conoscenza di varie modalità comunicative
(sincrone e asincrone) offerte dal computer;
- affrontare il discorso "netiquette";
- educare all'utilizzo sicuro delle CMC sincrone, coscienti
della mancanza di certezza dell'identità dell' interlocutore
(1).
Inoltre lo strumento chat si sta affermando, soprattutto tra
gli adolescenti, come modalità di comunicazione a volte privilegiata
e unica ma non sorretta da una conoscenza adeguata circa le
regole e la retorica tipica che stanno alla base di questa
modalità comunicativa sincrona.
Nella nostra realtà scolastica, da un sondaggio da me effettuato
nel 2004, la chat risultava ancora sconosciuta alla maggioranza
dei bambini, solo alcuni avevano ammesso di aver provato una
chat per bambini, alla presenza dei genitori.
La chat come strumento didattico per conoscersi e conoscere
altri
L'anno scolastico seguente alla sperimentazione, decisi che
sussistevano i presupposti per introdurre nella progettazione
scolastica lo strumento chat affiancandolo alla messaggistica,
già ampiamente utilizzata all'interno delle classi.
Nella Direzione Didattica Omegna 1, coordino un progetto triennale
denominato "Oltre la frontiera"; esso prevede, nell'arco di
un triennio, il raggiungimento di obiettivi legati alla conoscenza
del sé, alla comunicazione di emozioni ed esperienze, all'interazione
tra pari, al fine di sviluppare conoscenze e confronti di
culture di diverso tipo, attraverso la sinergia di più percorsi
disciplinari o formativi, uno dei quali è la multimedialità.
Familiarizzare con lo strumento computer, per chi è coinvolto
in questo percorso, vuol dire analizzare le potenzialità tecniche
e creative insite nella multimedialità attraverso un percorso
formativo che renda consapevoli del sé insegnanti ed alunni,
aumentando le potenzialità creative e comunicative di ciascuno
nell'ottica del miglioramento e ampliamento dei rapporti interpersonali,
per il superamento dei propri confini. "Oltre la frontiera"
è nato proprio con l'intento di rafforzare l'apertura della
scuola e di chi opera in essa nei confronti del territorio
circostante (2).
Nel corso del primo anno di attuazione gli obiettivi comuni
erano improntati allo sviluppo della conoscenza del sé, attraverso
il riconoscimento di emozioni.
L'obiettivo prioritario del secondo anno prevedeva l'ampliamento
delle capacità comunicativo-espressive soprattutto in relazione
alla capacità di ciascuno di esprimere emozioni e vissuti,
una riflessione sui linguaggi specifici della comunicazione
(verbale, iconica, teatrale, virtuale ecc.), nonché la conoscenza
di alcuni periodi storici in cui era negato il diritto di
comunicare. Ogni classe ha affrontato un proprio percorso
ed ha approfondito un aspetto particolare del linguaggio comunicativo.
In questo terzo anno di progetto si vuole estendere la conoscenza
e l'accettazione dell'altro da sé, nell'ottica del superamento
di rigidità e stereotipi tipici di ogni cultura.
La chat è stata introdotta, nel secondo anno di progetto 2004/2005,
come strumento tendente a favorire l'ampliamento della comunicazione
e della conoscenza dell'altro da sé.
Decidemmo di utilizzarla primariamente nell'ambito del Circolo
per far interagire tra loro le classi aderenti al progetto,
appartenenti a scuole di paesi o città tra loro distanti:
il Circolo di Omega 1 comprende infatti più plessi dislocati
sulle sponde Nord-Occidentali del lago d'Orta (VB-Piemonte),
distanti anche più di 10 chilometri. I bambini non hanno modo
di conoscersi tra loro, ci è sembrato questo un nuovo modo
per sviluppare la conoscenza di chi è più vicino ma non facilmente
raggiungibile. Spesso si intraprendono scambi tra classi lontane
ma non ci si cura a sufficienza della conoscenza delle classi
che sono a noi più prossime.
Dalla chat libera alla chat moderata
Le prime chat furono libere, mirate alla conoscenza dei nostri
interlocutori e alla familiarizzazione con lo strumento. Il
ruolo dell'insegnante, in questa prima fase, consisteva più
nel vigilare sulle interazioni attraverso il monitor centrale
di cui è dotata la chat del Veliero, che nel moderare gli
interventi. Al termine di ogni evento, si discuteva con i
bambini e le insegnanti di netiquette, di problematiche tecniche,
di questioni inerenti la comunicazione virtuale.
Nel corso dell'anno la collaborazione si estese anche ad alcune
scuole del territorio nazionale che utilizzavano il medesimo
strumento chat-sicura.
Tra le diverse esperienze, una in particolare è degna di nota
in quanto ha coinvolto due classi di Roma-Ostia, tre classi
di Omegna e due di Arola e Nonio, due paesi poco distanti
da Omegna. In tutto un centinaio di bambini guidati da sei
insegnanti.
L'iniziativa si è attuata il 21 e il 22 aprile 2005 e aveva
per titolo: "Una chat per la libertà di comunicare".
Erano invitate a partecipare tutte le scuole, in particolare
quelle della regione Piemonte che utilizzavano il software
Il Veliero. La proposta verteva sul confronto e lo scambio
di informazioni sul 25 aprile, data della Liberazione, per
discutere della conquistata libertà e sul periodo storico
in cui era proibito comunicare liberamente. L'occasione giusta
per approfondire le valenze comunicative e l'importanza della
comunicazione, tramite l'analisi di un periodo in cui questa
libertà era negata.
Si è dunque prevista una prima chat moderata, preparata da
un lungo lavoro sulla comunicazione e dagli eventi che hanno
caratterizzato i giorni precedenti la manifestazione stessa:
visione di film, discussioni, ricerche in Internet, ricerche
sul territorio e interviste ai testimoni diretti, lavori di
grafica.
Un lavoro che coinvolgeva anche le istituzioni presenti sul
territorio, Comune di Omegna e Parco della Fantasia Gianni
Rodari, impegnati nelle celebrazioni per il 60° della Liberazione.
Inizialmente concordai le modalità organizzative con il gruppo
di lavoro facente capo al Forum Usosicuro (3)
ed al forum Optimist, le piattaforme del SiScas attraverso
le quali abbiamo a lungo collaborato alla sperimentazione
del Veliero a partire dalla primavera del 2004.
Ero alla mia prima esperienza come moderatrice di chat per
cui sottoposi le mie idee al gruppo di ricerca-azione e, in
particolare, a chi aveva già avuto altre esperienze di questo
tipo.
Ne è nato un interessante scambio tramite mail, con Paolo
Quadrino (4), riportato poi nel
forum Optimist, perché si aprisse anche al contributo degli
altri insegnanti che, a distanza di un anno dalla sperimentazione,
continuavano liberamente ad interagire nel Forum.
In fase di programmazione tenni quindi conto di indicazioni
e suggerimenti che mi arrivarono da colleghi e da esperti
(con i quali interagivo on-line) e in fase di programmazione,
valutai meglio il numero e la qualità degli input per guidare
la conversazione on-line in modo più agevole e fluido.
Nell'arco di due giorni moderai tre chat: due tra due classi
di Omegna e Roma-Ostia ed una tra quattro classi del nostro
Circolo, situate in scuole lontane tra loro. In questi due
giorni potei contare anche sulla partecipazione di Stefano
Messina , Paolo Quadrino e Giovanni Marcianò (6)
come supervisori esterni.
Potrei parlarvi di meraviglia, di emozioni, di soddisfazioni,
di entusiasmi come sentimenti prevalenti nell'arco delle due
giornate, condivisi da tutto il gruppo di insegnanti aderenti
e soprattutto dai bambini, ma contribuirei scarsamente alla
valutazione dell'evento e rischierei di cadere nell'autoreferenzialità.
Rileggendo le chat, emergono in modo evidente le potenzialità
ma anche i limiti, superabili, dell'utilizzo di questa modalità
comunicativa.
Le chat che potrete scaricare (Roma/Ostia-Omegna (7),
Omegna-Arola-Cesara-Roma (8))
hanno formattazioni diverse: solo la seconda presenta le icone
iniziali di riconoscimento e gli emoticons, perché scaricata
subito dopo l'effettuazione, l'altra è stata ripresa a posteriori
dal database del Veliero.
L'attenzione e la partecipazione dei bambini in questo momento
di lavoro non usuale è stata particolarmente attiva, tanto
che pretendevano da tutti lo stesso tipo di coinvolgimento
e chi rimaneva in silenzio troppo a lungo, era sollecitato
a partecipare: "Perchè non ciattate più Roma?", "Cesara
ci siete?".
Moderare una chat
Come prima esperienza nel ruolo di moderatrice mi sono sentita
spesso incalzata dai bambini più veloci che, dopo aver espresso
le loro opinioni a seguito delle mie domande, premevano per
proseguire e proponevano loro quesiti agli altri senza attendere
i miei. Ma, come succede nelle conversazioni in classe, non
sempre tutti rispettano i tempi e le modalità di intervento;
solo attraverso l'uso costante si può giungere a far loro
comprendere che esistono anche in questo contesto regole da
rispettare e, soprattutto, far capire la differenza tra una
chat libera ed una moderata.
Il browser Il Veliero, offre ad ogni insegnante la possibilità
di moderare la chat dalla sua postazione. Nel riquadro che
appare sul monitor dell'insegnante, compaiono tutte le postazioni
attive nel laboratorio: il colore verde indica che gli alunni
hanno tutti il diritto di parola e tutte le chat sono in grado
di funzionare.
L'insegnante può decidere di chiudere la chat ad una o a tutte
le postazioni, può, al contrario, decidere di dare la parola
a chi gliela chiede: in questo caso le postazioni di chi ha
richiesto l'intervento si colorano di arancione e l'insegnante
stabilisce chi far parlare.
Quest'opzione può diventare utilissima in caso di intemperanze
di alcuni: è successo, per fortuna raramente, di dover togliere
la parola a qualcuno che stava "abusando" della propria libertà
di comunicare.
Esaminare i testi delle chat
La rilettura a posteriori del dialogo, poneva in evidenza
come non fosse facile mantenere il filo del discorso in chat,
come molte affermazioni risultassero apparentemente slegate
dal contesto, come gli stessi bambini si lasciassero facilmente
fuorviare dalla discussione per rispondere all'amico e non
alla domanda posta dal moderatore.
I fraintendimenti sono sempre in agguato come ha sottolineato
Matteo, alunno di terza, scrivendo il resoconto sull'esperienza,
soprattutto quando non si ha ancora acquisito una sufficiente
velocità nello scrivere sulla tastiera, nel leggere la chat
e contemporaneamente rispondere.
Con il gruppo dei bambini di quarta abbiamo affrontato a posteriori
la rilettura della discussione: a tutti è apparso evidente
che alcuni interventi risultavano poco chiari poiché non espressamente
riferiti alla domanda o al dialogo precedente; spesso, per
capire una risposta fu necessario ricercare la domanda esatta
che l'avesse generata. Al termine i bambini convennero che
è necessario scrivere una risposta includendo parte della
domanda stessa per contribuire alla chiarezza del discorso.
"Errori" in chat
E' comunemente accettato ormai che la correttezza ortografica
in chat non deve assillare chi scrive e, soprattutto, noi
insegnanti.
Ma spesso sono gli alunni stessi a preoccuparsene e a scusarsi
con gli altri. A questo proposito è stato simpatico lo scambio
avvenuto tra bambini: "Scusate per gli errori!" scrivono
Marta, Martino e Beatrice, "Ok vi perdogniamo!" rispondono
Thomas ed Alessio.
Emoticons, emozioni provate e comunicate
Come gruppo di progetto abbiamo ritenuto importante permettere
che ciascuno esprimesse le emozioni del momento, non per enfatizzare,
ma perché ciò fa parte del nostro percorso progettuale. Riconoscere
e saper comunicare le emozioni è importante perché attraverso
questa modalità ciascuno comprende se stesso e impara a gestire
la propria emotività.
La chat offre un'opportunità ulteriore per approfondire la
conoscenza di sé attraverso l'apertura e il dialogo con l'altro.
I bambini e le bambine hanno comunicato le loro emozioni utilizzando
frasi ed aggettivi appropriati che, leggendo, ci trasmettono
il senso della meraviglia, della felicità, del divertimento,
dell'incredulità: "Stiamo parlando con tantissime persone
ma non ce ne accorgiamo." "Non vi vediamo però è divertente".
La chat diventa per loro un regalo inaspettato, uno strumento
che permette di ampliare i confini della loro classe pur rimanendo
in essa, di confrontarsi con chi non si conosce, superando
lo scoglio della diffidenza iniziale.
Utilizzare gli emoticons per i bambini non ha significato
solo divertirsi inserendo piccoli disegni colorati, gli emoticons
sono stati uno strumento importante per enfatizzare e comunicare
a chi non li vedeva, i loro stati d'animo, è stato un modo
per inviare messaggi chiari, non ambigui adeguati a ciò che
stavano provando realmente, in modo che tra gli interlocutori
non si potessero frapporre fraintendimenti. Dai testi delle
chat risulta che la maggioranza dei bambini ha compreso questa
regola fondamentale della comunicazione, alcuni invece hanno
inviato messaggi discordanti tra testo ed emoticons. La rilettura
dei testi in classe ha evidenziato come non si debba sottovalutare
quest'aspetto, essenziale per apprendere a comunicare in modo
corretto.
Le insegnanti Giacomina, Angela, Francesca, Betty, Maria Rosa
e Paola, che hanno partecipato con me all'iniziativa, hanno
mostrato al pari dei bambini, attraverso la chat, la loro
emozione del momento. Come si può essere professionali se
non ci presentiamo veramente per quelli che siamo e non ci
togliamo la nostra maschera di rigidi educatori? Nel nostro
percorso anche gli insegnanti sono chiamati a far parte di
questo "gioco": la conoscenza di sé e l'apertura avverranno
nei nostri alunni se e quando saremo disponibili noi, insegnanti,
a farci conoscere come persone innanzi tutto. Il gioco di
specchi che ne consegue fa in modo che anche i nostri alunni
imparino ad esternare i loro vissuti, insegna loro ad apparire
come si è senza veli o mistificazioni, in una sorta di "compromissione"
educativa, di coinvolgimento reciproco.
La netiquette ovvero impariamo a rispettare gli altri
Per chi si appresta ad utilizzare la chat è essenziale conoscerne
le regole fondamentali di utilizzo. Inizialmente si possono
discutere le regole di base con la classe che si appresta
a scrivere, poi sarà l'esperienza a creare momenti opportuni
di riflessione. E' importante far capire che l'anonimato di
chi digita non deve diventare un pretesto per mettere in atto
comportamenti scorretti, per utilizzare linguaggi sconvenienti
o lanciare provocazioni attraverso un linguaggio molto aggressivo.
Ma è bene che i bambini sappiano anche come affrontare nel
giusto modo queste evenienze, come fare per ignorare chi non
segue la netiquette o a chi rivolgersi in caso di bisogno.
Nella chat scolastica del Veliero non ci possono essere intromissioni
di estranei; partecipano solo le scuole che preventivamente
si sono registrate, tutte le conversazioni sono contenute
nel database dell'Amministratore e perciò si può risalire
facilmente a chi non ha mantenuto un comportamento corretto.
Cosa fare in questi casi?
Nei forum Optimist e Usosicuro gli insegnanti hanno a lungo
dibattuto anche di questo, ma la problematica non si discosta
molto da quella che giornalmente si ripresenta in ogni classe.
Una parolaccia in chat può forse avere un effetto maggiormente
dirompente rispetto a quella detta a tu per tu, ma, entrambi
i casi possono diventare momento di riflessione per la classe
e costituire input per aprire la discussione sul rispetto
e la correttezza verso gli altri. Così può capitare, come
successo in una delle nostre chat, che un bambino burlone
apostrofi gli altri con un "bruti cicioni" e che gli altri
si arrabbino. In quel caso l'intervento immediato dell'insegnante
serve a far riportare la discussione entro termini leciti,
invitando tutti a non raccogliere provocazioni e ignorando
il messaggio perché non coerente con quanto si sta facendo.
La chat si trasforma così in esperienza di vita e, se nel
futuro la comunicazione virtuale entrerà sempre più a far
parte della nostra quotidianità, i nostri bambini sapranno
come relazionarsi e, speriamo, sapranno anche sostenere discorsi
maggiormente articolati.
Bibliografia
Calvani A ., Inuovi media nella scuola, Carocci, Roma,
1999
Calvani A., e Rotta M., Comunicazione e apprendimento in
Internet, Erickson, Trento, 2001
Formenti L., Gamelli I., Quella volta che ho imparato -
La conoscenza di sé nei luoghi dell'educazione, Raffaello
Cortina Editore, Milano, 1998
Gily C. e altri, Manuale di ludodidattica dei media,
Graus Editore Napoli, 2003
Maragliano R., Nuovo manuale di didattica multimediale,
Laterza, Bari, 1999 / 2002
Wallace P. La psicologia di Internet, Raffaello Cortina
Editore, Milano, 2000
Sitografia
Atti del Convegno Internet e minori Roma 19/05/2005 (sperimentazione
del Veliero) http://www.minorinrete.org/index.php?risorsa=articolo_view&id_articolo=7
Un vascello per navigare sicuri libretto sulla sperimentazione
del Veliero nelle scuole della Regione Piemonte http://www.ilveliero.info/pdf/vascello.pdf
Internet e bambini libretto sulla sperimentazione del Veliero
nelle scuole del Lazio http://www.ilveliero.info/pdf/libretto_sperimentazione.pdf
Per la tematica della sicurezza in Internet vedere questa
sitografia molto ampia http://www.ilveliero.info/internet_per_bambini/sitografia.htm
(*) Gabriella Strino - gabriellastrino@alice.it
Insagnante di scuola primaria, 1° Circolo di Omega (VB) è
insegnante di Scuola Primaria presso il Circolo Didattico
di Omegna 1. Si occupa di Informatica dal 1985. Ha coordinato
diversi progetti collaborativi con scuole di ogni ordine e
grado(due di questi hanno vinto il Concorso per finanziamenti
indetto dalla Fondazione CRT Piemonte), ha collaborato con
l'Osservatorio Bambini e media di Napoli e con l'Oscom dell'Università
Federico II di Napoli. Si occupa in particolare di ludodidattica
dei media ed ha partecipato a numerosi convegni in qualità
di relatrice. Formatrice nel Pstd 1997/2000, nel Fortic e
tutor Fad 59. Ha scritto Nomi reali e storie virtuali ed Eurocomp
2000-Graus Napoli, 2002, dove sono raccolte alcune delle sue
esperienze sull'applicazione della multimedialità in contesto
scolastico. Ha coordinato la progettazione e l'implementazione
di due videogiochi scolastici uno dei quali è stato pubblicato
con il libro Manuale di ludodidattica dei media di Clementina
Gily Reda Eurocomp 2000-ed Graus, 2004.
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Note
(1)
Cfr. Ceralli-Strino, Un caso di ricerca-azione per lo sviluppo
di un browser sicuro per la scuola primaria, Expo Carid
Ferrara 2004, visionabile all'indirizzo http://xoomer.virgilio.it/lolodolo/documenti/ALL_N_ricerca_azione.pdf
(2)
Per approfondimenti relativi al progetto v. http://xoomer.virgilio.it/lolodolo/
(3)
Il forum Usosicuro è consultabile all'indirizzo http://www.siscas.net/forum/usosicuro
(4)
Paolo Quadrino è consulente per la promozione e commercializzazione
de Il Veliero
(5)
Stefano Messina, ingegnere informatico, ideatore, progettista
e curatore dello sviluppo de Il Veliero
(6)
Giovanni Marcianò, ha coordinato il gruppo di sperimentazione
de Il Veliero per la Regione
(7)
Scaricabile all'indirizzo http://xoomer.virgilio.it/lolodolo/documenti/chat_22_aprile_%20omegna_roma.zip
(8)
Scaricabile all'indirizzo http://xoomer.virgilio.it/lolodolo/documenti/chat_22_aprile_%20omegna_roma.zip
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