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iCity:
una città virtuale per costruire identità
Linda Giannini, Docente
scuola infanzia Latina, M. Beatrice Ligorio e
Vito Fabio Fraccascia, Università degli Studi di Bari
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Nascita
e sviluppo del progetto iCity
iCity è una città virtuale avviata durante l'anno scolastico
2004/2005 e continua ad animarsi nel corrente anno scolastico
2005/06; trae origine da precedenti e varie esperienze dell'infanzia
con i mondi virtuali tridimensionali, effettuate già a partire
dal 1997 (1), sia con la scuola
dell'infanzia sia con la scuola primaria (Giannini, 2004;
2004; Ligorio, 2001; 2002; Ligorio e Mancini, 2005).
I soggetti coinvolti in questo percorso sono universitari,
ricercatori, studiosi, docenti e, soprattutto studenti di
diversi ordini scolastici (dalla scuola dell'infanzia in su).
Hanno, infatti, partecipato:
- 10 bambini della scuola primaria di Montoro Superiore (Avellino);
- 28 bambini di una prima della scuola dell'infanzia Mazzini
(Bari);
- 42 bambini di prima classe scuola primaria Mazzini (Bari);
- 46 bambini di due classi di quarta scuola primaria Mazzini
(Bari);
- 12 ragazzi di "terza" della scuola secondaria di primo grado
di Noviglio (Milano);
- 2 ragazzi del Centro di Formazione Professionale e di Riabilitazione
"PP Trinitari" (Venosa);
- 28 bambini dai 3 ai 5 anni di una classe della scuola dell'infanzia
Don Milani (Latina).
Qui vogliamo però restringere il campo e puntare in particolare
sulle modalità con cui questo progetto è stato realizzato
con le/i bambine/i di Latina.
Il progetto mira a stimolare sviluppo dell'identità in rete
(Ligorio e Hermans, 2005) attraverso la costruzione di spazi
interattivi ed attività collaborative, sia on che off-line.
Il punto di partenza teorico va inquadrato nel costruttivismo,
per cui non è solo la conoscenza ad essere costruita ma anche
le identità, quando concepite come reti di posizionamenti
fluidi e dialogici (Brown e Campione, 1990; Ligorio, in stampa;
Scardamalia e Bereiter, 1994).
Per realizzare questo obiettivo generale, il progetto è stato
articolato intorno a tre differenti topic: a) chi sono b)
chi sarò c) noi siamo - come mi vedono gli altri /come io
vedo gli altri. La traccia, elaborata dal gruppo di ricerca,
è stata poi declinata da ciascuna classe tenendo conto dei
contesti locali, seguendo la metodologia del "situated curricula"
(Ligorio e Van der Meijden, in stampa) che permette di passare,
attraverso brainstorming e progressivi affinamenti, da una
definizione generica del progetto a compiti precisi da svolgere
in classe.
I software
Per la realizzazione degli scopi del progetto sono stati usati
tre diversi ambienti virtuali.
Knowledge Forum (KF) (http://www.univda.it:8080/),
è un software per la discussione asincrona (Scardamalia e
Bereiter, 1994), specificatamente finalizzato alla costruzione
di conoscenza. E' un luogo di lavoro di gruppo, virtuale dove
tutti i partecipanti, individui o gruppi, hanno avuto la possibilità
di ripartire le informazioni, di lanciare le indagini di collaborazione
e di sviluppare insieme le reti di nuove idee.
Come strumento per la condivisione di materiale e la discussione
tra studenti è stato utilizzato Synergeia (http://bscl.gmd.de/bscl2/)
(Calvani, Fini, Pettinati, Sarti, 2005), un software sviluppato
all'interno del progetto di ricerca ITCOLE. Synergeia ha offerto
uno spazio di lavoro condiviso, strutturato, all'interno del
quale è stato possibile dare vita ad attività di apprendimento
collaborativo attraverso la messa in comune di idee e la registrazione
di confronti tra i partecipanti. Gli spazi di lavoro creati
in Synergeia corrispondono alla struttura del percorso didattico
collettivo.
E' stato altresì adoperato un software di realtà virtuale
tridimensionale, Active Worlds (http://www.activeworlds.com),
che ha dato la possibilità, all'utente, di visitare e comunicare
in mondi 3D costruiti dai partecipanti. Questo strumento dalla
veste grafica accattivante, ha permesso di costruire "mattone
dopo mattone" la nostra città virtuale.
Sviluppare identità digitali nella scuola dell'infanzia
Una sfida importante posta dal progetto è stata quella di
verificare se e come fosse possibile affrontare un tema complesso
come quello dell'identità in rete con bambini/e a livello
di scuola dell'infanzia. L'insegnate della classe in questione
ha messo in rete vari momenti legati al progetto (2)
creando un luogo aperto e con accesso non vincolato da password,
dove le famiglie hanno avuto modo di vedere la documentazione
delle varie attività. I materiali prodotti durante il progetto
sono stati inseriti su Synergeia nel "filo di comunicazione"
Novità così da rendere tutto immediatamente visibile
ai partner di progetto. I disegni realizzati da bambine/i
della sezione di Latina sono stati inseriti in Synergeia e
poi in seguito riportati negli spazi tridimensionali di iCity.
Dalla visione dei materiali è nato un confronto tra i docenti
ed anche una "prima reciproca conoscenza" tra gli studenti
delle diverse scuole. I materiali condivisi in rete hanno
quindi svolto un ruolo da ponte e/o di oggetto transazionale,
per rintracciare la propria identità e per metterla in comunione
con altri. Considerando l'età dei componenti il gruppo classe
(dai 3 ai 5 anni) acquista maggiore valore l'insieme dei materiali
posti in esame poiché questi hanno costituito anche la "memoria"
del processo di analisi. Qui di seguito descriveremo più in
dettaglio le vari fasi di lavoro.
Dalla classe alla rete
L'argomento "chi sono" ha permesso una ricognizione
degli elementi che determinano l'identità personale. Ha dato,
così, modo di tracciare perimetri personali all'interno dei
quali sono stati inseriti gli elementi che meglio rappresentano
l'IO di bambine/i per, poi, poterli confrontare con quelli
degli altri.
Si è avuta, dunque, una prima fase rivolta alla costruzione
e selezione da parte di ciascun partecipante di materiali
adeguati alla rappresentazione di sé nello spazio virtuale.
Il punto di riflessione in classe è stato guidato, grosso
modo, dalla seguente traccia percorsa individualmente:
"Dato che lavoreremo in un mondo virtuale con, persone,
a distanza collegate tramite il computer, persone che non
potremo mai incontrare faccia a faccia, prepariamo insieme
del materiale che possa far capire loro chi sei…"
In iCity ciascun partecipante ha poi avuto la possibilità
di scegliere un proprio avatar ed un personale nickname attraverso
i quali congiungersi con la propria personale descrizione
e presentazione di sé. I materiali inizialmente inseriti in
Synergeia venivano successivamente utilizzati dagli studenti
esperti di AW (della classe di Milano) per costruire edifici
entro i quali ritrovare e condividere disegni realizzati in
classe, foto e simboli rappresentativi di aspetti comuni e/o
di differenza. In questo modo, i partecipanti al progetto
hanno avuto la possibilità di tornare indietro a "rivedere"
i materiali inclusi nello spazio individuale, destinati alla
descrizione identitaria.
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Figura 1 - tratta da iCity in AwEdu
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Il
secondo argomento ("chi sarò") è stato centrato sulla
scoperta di se stessi nel tempo (io oggi e io da grande).
In classe è stato affrontato e discusso il tema "l'adulto
che sarò".
Le "rappresentazioni di sé nel futuro" sono state realizzate
su carta utilizzando colori a spirito o a matita, ma anche
microsoft paint. E' poi seguita una verbalizzazione prontamente
trascritta al computer dall'insegnante. La conversazione individuale,
seguendo la metodologia descritta in precedenza, ha avuto
come filo portante, successivamente declinato in ciascuna
classe:
"Quando si cresce, un po' si cambia, ma un po' si resta
uguali; come ti immagini da grande??"
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I
partecipanti hanno poi avuto modo di tornare nel mondo virtuale
per "rivedere" le proprie descrizioni personali ed i materiali
raccolti relativamente alla proiezione di se stessi nel tempo.
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Figura 3 tratta da AwEdu - iCity
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Il
terzo argomento ha preso in considerazione l'aspetto più "sociale"
dell'identità ("Noi siamo / come mi vedono gli altri /come
io vedo gli altri"). Nella costruzione dell'identità personale
gioca un ruolo decisamente importante la visione che "l'altro"
o "gli altri" hanno di noi e la percezione di come noi vediamo
gli altri.
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Figura 4 tratta da AwEdu - iCity
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In questa fase, ci si è posti come obiettivo di verificare
se gli altri ci vedono come siamo. Anche in questo caso il
mondo virtuale 3D ha rappresentato un luogo di condivisione.
La comunicazione in rete
L'interazione in Knowledge Forum (KF) si è svolta in forma
di seminario; al suo interno è stato creato un corso dal titolo
"Identità ed intercultura", riservato ai soli insegnanti
e ricercatori al fine di sviluppare la discussione on-line
circa gli aspetti metodologici e lo scambio di proposte didattiche
relativamente al progetto.
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Figura 5 tratta da KF
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In
Synergeia, invece, è stato creato un corso chiamato Diversa/mente,
una sorta di "aula virtuale" dove gli adulti hanno veicolato
informazioni, idee, confronti, proposte, documenti e documentazioni
(sono stati inseriti i materiali realizzati da bambine/i e
da ragazze/i: disegni, foto, video, testi, filastrocche…).
Conclusione
Attualmente iCity è una città tridimensionale con case e spazi
dedicati alla riflessione sul sé, sia lungo una dimensione
temporale (il presente e il futuro) sia lungo la dimensione
sociale del confronto con l'altro. Inoltre, iCity è anche
uno spazio di discussione e narrazione del sé che consente
l'intreccio tra racconto testuale, fotografico, video e vocale.
Lo spazio virtuale creato dalla convergenza dei tre software
utilizzati costituisce un artefatto culturale potente (Cole,
2004) che media la costruzione delle proprie identità, consentendo
ai partecipanti di rappresentarsi all'esterno e di riflettere
su stessi (Bruner, 1997). |
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Note
(1) Bambini reali mondi
virtuali, Atti del convegno 187-198 Didamatica 2004 Ferrara
http://www.descrittiva.it/calip/Bambini_reali_mondi_virtuali_Giannini.PDF
(2) "La Scatola delle Esperienze",
percorso nei mondi Anno Scolastico 2004/2005 http://www.descrittiva.it/calip/0405/percorso_mondi.htm
percorso nei mondi Anno Scolastico 2005/2006 http://www.descrittiva.it/calip/0506/percorso_mondi.htm
Bibliografia
Brown, A. L. & Campione, J. C. (1990). Communities of learning
and thinking, or a context by any other name. In D. Kuhn
(a cura di.), Contributions to Human Development: Vol. 21.
Developmental Perspectives on Teaching and Learning Thinking
Skills. (pp. 108-126). Basel, Switzerland: Karger.
Bruner, J. (1997). La cultura dell'educazione. Milano: Feltrinelli
Calvani A., Fini A., Pettinati M.C., Sarti L., (2005), Teorie
CSCL e piattaforme Open Source per l'e-learning: verso un'integrazione,
in M. Delfino, S. Manca, D. Persico, L. Sarti, Come costruire
conoscenza in rete?, Genova: Menabò.
Cole, M., (2004). Psicologia Culturale. Una disciplina del
passato e del futuro. (Trad. It. e cura di M. B. Ligorio).
Roma: Edizioni Carlo Amore.
Giannini L. (2004) Bambini reali mondi virtuali, atti del
convegno Didamatica 2004 Ferrara, pp. 187-198
Giannini L. (2004a). L'immagine di sé nell'era digitale
- atti Seminario di studio Università degli studi di Macerata
- Facoltà di Scienze della Formazione E-learning: formazione,
modelli, proposte
Ligorio, M.B. (2001). Integrating communication formats:
synchronous versus asynchronous and text-based versus visual.
Computers & Education. Vol. 37/2, 103-125
Ligorio, M.B. (2002). Apprendimento e collaborazione in
ambienti di realtà virtuale. Roma: Garamond.
Ligorio, M.B. (in stampa). Apprendimento come strumento
dialogico per la costruzione di identità e comunità. Ricerche
di Psicologia
Ligorio, M. B. e Hermans, H. (a cura di) (2005). Identità
dialogiche nell'era digitale. Trento: Erickson
Ligorio, M.B & Mancini, I. (2005). Discutere per costruire
in rete. In M.B.
Ligorio (a cura di) Modelli formativi e tecnologie in rete,
numero speciale di Rassegna di Psicologia , Vol XXII, 1,
13-42.
Ligorio, M.B. & van der Meijden, H. (in stampa). Blended
learning goes to school. In Journal of Computer Assisted
Learning
Scardamalia, M. & Bereiter, C. (1994). Computer support
for knowledge-building communities. The Journal of the Learning
Sciences, 3, pp. 265-283.
Scardamalia, M. & Bereiter, C. (1999). Schools as knowledge-building
organizations. In D. Keating & C. Hertzman (Eds.), Today's
children, tomorrow's society: The developmental health and
wealth of nations. New York, NY: Guilford.
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