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Management System e scuole: soluzioni per il web scolastico
Simone Mazzucconi
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Il
sito web stressa la scuola che non l'ha (ben fatto)…
Avere un proprio sito web è oramai da tempo una necessità
anche per le scuole. Per la didattica, per l'amministrazione,
per la promozione della propria offerta formativa, per il
contatto con il territorio, le altre scuole, le amministrazioni,
pubbliche, per e fra i genitori, gli studenti, i docenti stessi.
Le scuole sono pronte?
Negli istituti scolastici esiste una cultura del web diffusa?
Esistono le competenze comunicative e tecniche?
Una rapido sopralluogo sul web, a partire ad esempio da http://www.ips.it/scuola/pilota.html
farebbe rispondere senz'altro… nì.
Molte scuole hanno siti web, pochi di questi siti web sono
più che espressioni estemporanee di pochi volenterosi docenti.
La presenza di pagine web della scuola su Internet è "percepita"
quasi sempre come una necessità, anche se spesso solo come
vetrina, che ci deve essere per non sfigurare o perché qualche
docente ha spinto per la realizzazione, ma senza coglierne
le reali possibilità in termini di "servizio" verso l'utenza
"esterna" (studenti, genitori) e verso quella "interna" (personale
docenti, amministratori).
Inoltre in molti casi il fatto di "dover" essere sul web causa
molto stress da competenza ed aggiornamento professionale
ai docenti (e ai dirigenti scolastici) che, volenti o nolenti,
sono chiamati a confrontarsi con le tecniche del web e con
competenze nuove.
La necessità, la spinta (o a volte l'obbligo) dell'allestimento,
pubblicazione e aggiornamento di un sito web con le informazioni
relative alla scuola e alle attività didattiche li pone di
fronte a problemi, tecniche e metodologie per la maggior parte
di loro nuove. E spesso questo viene vissuto come un problema,
non come un'opportunità.
Web: problema od opportunità?
Di fronte alla "novità" del web gli atteggiamenti del personale
direttivo e docente delle scuole sono riassumibili, molto
schematicamente come segue:
1. rifiuto (per paura di confrontarsi alla tecnologia e alla
metodologia della comunicazione web oppure per disinteresse
ad aggiornarsi professionalmente, per il non saper cogliere
le opportunità insite nel medium)
2. grande interesse, nessuna capacità, tanta voglia di fare
non incanalata verso percorsi formativi adeguati
3. entusiasmo eccessivo e deleterio, generalmente docenti
che per formazione o passione si sono buttati a capofitto
e purtroppo acriticamente nel web e producono siti che sono
più che altro una propria espressione, un loro sfoggio tecnologico
di competenze tecniche utilizzate senza che siano adeguate
alla comunicazione. Qui vale la regola che più il sito è colorato,
movimentato e spesso rumoroso (sia semanticamente che acusticamente)
meglio è. A questi docenti in buona fede, si affidano (leggi
demandano in toto), spesso più che volentieri i loro colleghi
delegando loro ogni attività sul web.
4. il web come risorsa, meditata e cosciente, correttamente
impostato sia dal punto di vista tecnico che comunicativo
(le due cose sono inscindibili nel web). Sono generalmente
docenti esperti che vedono il web come una risorsa per migliorare
il "prodotto" scuola e il loro lavoro proprio e dei colleghi.
Hanno competenze tecniche, ma le usano con il "grano salis"
delle norme di buon web design (leggi usabilità) e si sforzano,
pur nelle difficoltà, di fare "siti che funzionano"(1)
per riprendere la felice espressione di Sofia Postai.
E' ancora grande "la confusione sotto il sole" del Web scolastico
anche se in questo panorama, certamente troppo schematico
e ovviamente pieno di belle sorprese, si trovano vere e proprie
"perle del web" che anche in ambito scolastico.
Ma lo standard resta l'improvvisazione e l'approssimazione
e una ragione c'è. Fare un sito web è infatti molto facile,
purtroppo. In fondo basta scrivere un documento Word, salvarlo
come HTML e in qualche maniera catapultarlo e abbandonarlo
sulla Rete…
Fare un buon sito web e invece molto difficile. Occorrono
strumenti software adeguati (non Word e possibilmente nemmeno
FrontPage!) , competenze tecniche specifiche e consolidate
dalla pratica. Occorre poi una cultura del Web che sappia
progettare per l'utenza (cfr. Krug [2000]) e non per soddisfare
propri "machismi" tecnologici. Occorre persino ripensare la
"scrittura" per il web (Cfr. Carrada [2000]).
Oltre l'HTML, i CMS
Una soluzione possibile è l'adozione di software che adottino
la metodologia dei CMS (Content Management System), le cui
"definizioni accettate sono più di una, costruite su diversi
criteri selettivi. In semplicità, CMS è un software in grado
di svolgere almeno quattro di questi compiti:
- creazione e trasformazione dei contenuti (authoring)
- document management / file archiving and retrieval
- gestione dei flussi di lavoro e documentali (workflow)
- controllo degli accessi (authentication, authorization)
- templating (content / layout separation)
- promozione e distribuzione dei contenuti (publishing)
- controllo di versione (versioning)"(2)
Tali software, sono generalmente Open Source, ovvero vengono
distribuiti con licenza Gnu/GPL: (cfr. http://www.gnu.org/home.it.html
e http://www.softwarelibero.it/documentazione/glossario.shtml).
Sono dunque liberamente scaricabili dalla rete, possono essere
utilizzati per scopi personali e/o commerciali e liberamente
essere modificati purché il prodotto risultante venga anch'esso
rilasciato con la stessa licenza.
I CMS sono dedicati alla costruzione e soprattutto al facile
aggiornamento anche a più mani di siti e portali, senza che
gli autori dei contenuti debbano avere obbligatoriamente competenze
di HTML o tecnologie di web-publishing. Secondo Carlo Colomba,
coordinatore del progetto MDPROF (http://www.mdprof.com)
"si tratta di una vera e propria filiera tecnologica del software
dedicato alla realizzazione di siti web: infatti con questa
sigla si intende usualmente classificare una serie di prodotti
che consentono l'implementazione, la gestione e l'utilizzo
di un sito web direttamente attraverso l'interfaccia del web-browser.
In altre parole, il sito può essere gestito, i contenuti possono
essere inseriti, senza richiedere agli attori del processo
l'uso di particolari software (i browser sono gratuiti e forniti
con ogni sistema operativo) e, cosa forse ancora più significativa,
senza richiedere alcuna competenza di html o di altri linguaggi
di descrizione della pagina. Grazie a queste caratteristiche
i CMS vengono adoperati dalle comunità e dalle aziende come
parte integrante dei processi di comunicazione esterni ed
interni alla stessa comunità: ogni utente registrato al sistema
ha infatti la facoltà di inserire contenuti: possono essere
le ultime novità su un certo argomento, oppure la pubblicazione
del verbale di una riunione, oppure ancora un documento di
preparazione a qualche decisione. I CMS quindi sono dei sistemi
che eliminano la figura del web-master inteso come intermediario
tra chi produce i contenuti e chi li traduce e pubblica sul
sito; sistemi che consentono agli utenti di partecipare ad
una sorta di "comitato di redazione" del sito formato da persone
che possono lavorare assieme a distanza e in tempi differenti.
Sono sistemi che potenzialmente garantiscono il massimo della
partecipazione degli utenti, intesi come lettori e autori
allo stesso tempo."
Fra i capostipiti di questi software vogliamo citare PhpNuke
(http://www.phpnuke.org)
. Per il nostro corso abbiamo invece scelto un suo "discendente"
MD-PRO (http://www.maxdev.it).
Elenchiamo brevemente quali sono i vantaggi di questi software
e quali gli svantaggi (3) :
Vantaggi dei Cms:
1. la gratuità
2. la modularità
3. la facilità di apprendimento dei pochi comandi necessari
per una amministrazione base del sito. Si tratta solo di orientarsi
nelle aree di amministrazione e di saper cliccare sui "bottoni"
giusti.
4. la facilità di aggiornamento dei contenuti; pochi click,
nessun codice HTML e il sito è aggiornato
5. l'abbondante manualistica e supporto on-line (siti dedicati,
documenti scaricabili, gruppi di discussione, mailing-list).
6. una sterminata libreria di moduli aggiuntivi per ogni bisogno,
dalle chat alle… "previsioni del tempo". Oltre alla ovvia
possibilità di collegarsi ad altre risorse Open Source quali
ad esempio Moodle (4).
7. la facilità di pubblicazione delle informazioni (all'interno
di layout predefiniti), anche per gli analfabeti del web,
purché sappiano usare un browser e digitare un testo… (5)
8. la relativa facilità di prima messa on-line del sito. Le
procedure sono automatizzare e dettagliate passo passo. In
meno di mezz'ora si passa da zero alla presenza di un sito
funzionante, pur senza contenuti e molto da personalizzare.
9. la possibilità di far entrare facilmente nel processo/progetto
di formazione dei contenuti anche altri attori non meno importanti
dei docenti nelle scuole, ovvero gli studenti, le segreterie/amministrazioni,
i genitori… ad esempio secondo Lucio Pianese "[…] le scuole,
che per definizione non hanno la struttura e la logica delle
aziende, hanno tutto da guadagnare ad entrare in un mondo
in cui la condivisione della conoscenza è un valore effettivo
e funzionale al reale miglioramento della professionalità
e della qualità dei processo didattico. Il mondo Open Source
… sembra un miracolo al di fuori della realtà attuale, quella
nella quale i più forti diventano sempre più forti, le grandi
aziende concentrano in loro altre aziende e tutto sembra finalizzato
al profitto estremo".(6)
10. last but not least, la sistematizzazione forzata dei contenuti
in aree omologhe. Ovvero la rigidità relativa di un sistema
reimpostato costringe ad una lavoro preventivo di "architettura
dell'informazione" (cfr. Rosenfield - Morvlille [2002]). Lavoro
che dovrebbe sempre preesistere alla costruzione di un sito,
che invece si trova spesso ad essere una "concrezione" di
strati successivi, di difficile orientamento per l'utente.
(7)
Svantaggi dei Cms:
1. la necessità, seppure solo in fase di installazione
(8), quando non si vuole o si
può affidarsi a personale esterno per la preinstallazione,
di un minimo di competenze di rete, nella fattispecie di copia
di file in FTP su server web e di "problem solving" nel caso
qualcosa andasse storto. Un minimo di competenze sui database
non guasta.
2. la necessità di avere server web che supportino il linguaggio
php e che abbiano l'accesso a database Mysql. Ne esistono
anche a prezzi irrisori, nell'ordine di poche decine di euro,
ma per il principio del "do ut des", il servizio è
quello che è, e si sconsigliano. Inoltre i CMS che si affidano
su contenuti tutti su database stressano molto i server in
termini d carico di lavoro e dunque non bisognerebbe lesinare
troppo.
3. una certa rigidità di layout e difficoltà di modifica dello
stesso, per lo meno per il principiante. Seppur esistano moltissime
"skin", pelli con le quali rivestire in pochi click uno sito,
resta difficile uscire dai layout predefiniti se si viene
a creare la necessità anche solo di creare una semplice, buona,
vecchia pagina HTML.
4. la necessità di impadronirsi di un certo "gergo" specifico
a questi strumenti.
5. aderenza approssimativa agli standard di usabilità ed accessibilità.
Ma all'interno dei team di sviluppatori la questione è presente
e se ne tiene conto per le implementazioni successive (9).
6. il rapido raggiungimento del "plateau", ovvero quel livello
base di funzionalità, che si vorrebbero superare/ampliare,
ma che sono di difficile apprendimento.
Da quanto sopra emerge comunque che, pur con molti distinguo
e cautele, i vantaggi superano gli svantaggi.
Facile (quasi), economico, affidabile
Se si vuole un sito di qualità, funzionale e funzionante in
pochi minuti (!), se si ha necessità (e dovrebbe essere la
regola nel Web) di aggiornare continuamente contenuti specialmente
a più mani, dunque se si vuole o si deve operare in un ambito
di collaborazione fra colleghi, ognuno dei quali cura la propria
area, se tutto questo ed altro è vero allora i CMS, sono lo
strumento adatto:
"fare un sito a scuola ha senso non tanto (o non solo) per
il suo possibile futuro utilizzo pratico, quanto per fatto
stesso che lo si fa. E se questo "fare un sito" è opera collettiva
(e a scuola ciò si deve ovviamente intendere come opera dell?insieme
degli insegnanti e degli studenti motivati a farlo), si può
dire evidentemente che si sia realizzato un obiettivo di grande
valore formativo. L'esperienza della nostra comunità, che
regge da tanti mesi anche alle inevitabili crisi, mostra quale
straordinario legante sia l'aspetto affettivo, inteso nella
sua più ampia accezione. Il sito "collaborativo" scolastico,
soprattutto, non può restare l'opera di singoli eroici e stakanovisti
"esperti". La fase "collaborativa" che dovrebbe seguire alla
realizzazione del prodotto non può miracolosamente scaturire
da un'operazione compiuta in solitudine, anche se con grande
maestria. Ciò che dà senso a un'impresa di questo tipo è quell'insieme
di piccoli passi che acquistano valore e spessore grandissimi
perché sono appunto il frutto di percorso "insieme". Inoltre,
soprattutto, se la costruzione di un sito "dinamico" si fa
insieme agli studenti, questi stessi, una volta che il prodotto
è realizzato, potranno animare il sito con i loro contributi,
ne sono sicura. A questo proposito, l'inserimento di una piattaforma
per la didattica (una didattica non puramente trasmissiva,
naturalmente) incrementa enormemente le potenzialità del sito
dinamico. Personalmente, vedo in senso realmente "collaborativo"
anche l'uso di tale strumento. Penso ad uno spazio nel quale
studenti e insegnanti si sentano in uguale misura motivati
a lavorarci... (alcuni di noi hanno in mente molte idee, ad
esempio, per la lettura e la scrittura...)" (10)
A questo si aggiungano i costi nulli di acquisizione del software,
l'abbattimento di costi di formazione per il personale docente,
l' abbattimento delle ore-lavoro per la pubblicazione di contenuti
con conseguente "sollievo" in termini di stress fisico e psicologico
per il docente. Potrebbero essere la soluzione per avvicinare
alla pubblicazione Web istituti scolastici che non hanno a
disposizione risorse o budget per competenze informatiche
specifiche e siti web costruiti ad hoc.
Esistono già moltissimi esempi di applicazione di software
Open Source nel mondo della scuola (11),
ma, scrive a proposito l'ingegner Alessandro Musumeci, Direttore
Generale del Servizio Sistemi Informativi del MIUR (Ministero
dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca):
"L'interesse per il software libero nella scuola italiana
è in forte crescita. L'utilizzo effettivo si limita a casi
esemplari, concentrati per lo più in istituti tecnici o professionali
dove l'informatica è materia di insegnamento. Esistono casi
molto interessanti, ma di carattere episodico e frutto esclusivamente
dello spirito di iniziativa di singoli, generalmente insegnanti
di materie tecniche, che, in un'ottica di volontariato collaborativo,
hanno installato calcolatori e reti di classe o di scuola
e hanno predisposto opportuni programmi didattici associati.
Tali esperienze discendono da fattori di eccellenza specifici
o locali (collaborazione di qualche nucleo di ricerca, etc)
e quindi difficilmente riproducibili su larga scala e nella
scuola di base".(12)
10 siti di esempio
Ecco di seguito 10 esempi di siti scolastici realizzati con
questi sistemi Open Source (13) |
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Formare gli esperti
in CMS
Anche il mondo della formazione si è accorto di questa necessità
e di questa opportunità. Proprio per cercare di risolvere la
"sete" di cultura (tecnica e comunicativa) del web di cui si
sente la necessità nel mondo scolastico e per fornire competenze
sul mondo delle piattaforme CMS Open Source per la creazione
di siti Web in questa modalità, l'Università degli studi di
Firenze, Laboratorio di Tecnologie dell'educazione della Facoltà
di Scienze della Formazione organizza ed eroga on-line il Corso
di Perfezionamento a distanza ("Ambienti e comunità per l'apprendimento
in Rete"). Al suo interno esiste un' area tematica dedicata
alle pratiche del (buon) web design per il Progettista di
siti web per le scuole (14)
.
Gli iscritti a quest'area sono per la maggior parte docenti
e nel corso di questi ultimi anni si è potuto avere dalla viva
voce ed esperienza dei protagonisti e dai "sopralluoghi" propedeutici
ed esplorativi sul web lo stato dell'arte, le spinte costruttive,
le necessità, nonché le "resistenze" al web in ambito scolastico.
Dal corso 2003-2004, pur mantenendo una propedeutica al buon
"web-design", all'usabilità ed all'accessibilità, è stata abbandonata
la tematica e lo studio della costruzione di pagine Web con
il tradizionale utilizzo di HTML ed editor dedicati per dedicarsi
a sperimentare ed approfondire la tecnologia CMS.
L'esperienza del corso 2003-2004 ha portato senz'altro a risultati
positivi ed ha generato entusiasmi ed interessi oltre le aspettative.(15)
Entusiasmi ed interessi che, pur nella ristrettezza del campione,
la dicono lunga sulla necessità di strumenti di web publishing
"facile" che ha il mondo della scuola. Anche le numerose iscrizioni
a quest'area del corso di quest'anno sembrano significative
della voglia di "fare web" del mondo della scuola.
Non esistono problemi, esistono solo opportunità: MdScuola
Ad ulteriore riprova della bontà di questo approccio vi è l'impresa
cui si sono dedicati i docenti-corsisti dell'anno passato che
si sono costituiti in una comunità di supporto a coloro che
volessero introdurre Md-Pro nelle scuole, ma in prospettiva
e perché no, farne anche un "business".
Sulla spinta della positività dell'esperienza di collaborazione
on line, "la voglia di continuare il lavoro intrapreso sperimentando
le forme della Comunità di Apprendimento e della Comunità di
Pratica, condividendone anche i risultati con le modalità delle
licenze Open Source e Creative Commons" (16),
la bontà dello strumento i corsisti 2003/2004 hanno dato vita
ad un loro portale, MD-Pro_F (http://www.mdprof.com)
il cui scopo, è quello di fornire consulenza ed assistenza alle
scuole che volessero dotarsi di tecnologie CMS per i loro siti,
considerando "quanto appreso e quanto si va apprendendo come
"capitale spendibile" nell'offerta di servizi di tipo professionale
(con la speranza entro breve di formalizzare delle proposte
di corsi on line su mdPro)."(17)
Non solo, grazie alla spinta propulsiva del Prof. Carlo Columba,
docente di Elettronica presso l'Itis Vittorio Emanuele III di
Palermo, coordinatore dello staff di MdProf, che ha saputo essere
oltre che referente tecnico anche stimolatore di intenti, il
gruppo riunito sotto il sito MD-Pro_F ha prodotto una personalizzazione
del pacchetto base MD-PRO espressamente dedicato e preconfezionato
per le scuole e chiamato MD-SCUOLA e che sarà integrato nel
corso di quest'anno.
Non potendo in questa sede elencare tutte le funzionalità del
pacchetto e la l'"architettura informativa" e rimandando al
sito http://ww.mdprof.com/mdscuola
per gli approfondimenti, ecco alcuni estratti della presentazione
di Md-scuola a cura del Prof. Columba stesso:
"MdScuola è un sito web: anzi è la struttura, l'ossatura di
un sito web, un qualcosa che ogni scuola può liberamente adoperare
per inserire i propri contenuti. E' sufficiente scaricare il
pacchetto ed installarlo su un web server per ottenerne subito
un "clone" perfettamente funzionante. […] MdScuola non è diverso
da mdPro: ne è solo una "personalizzazione" dedicata alle scuole.
[…] L'inizio dei lavori della comunità poi diventata mdPro_f!
ha riguardato una domanda fondamentale: come dovrebbe essere
un sito scolastico? Cosa deve contenere e a cosa deve servire?
Dall'analisi dei siti scolastici accessibili via Internet e
dal tentativo di rispondere alle domande ora poste ne è venuto
fuori un modello di sito scolastico la cui materializzazione
ultima (pur con qualche inevitabile approssimazione) è costituita
per l'appunto da mdScuola. In questo senso la home page ne è
l'espressione maggiormente significativa: essa infatti è dominata
dalla presenza simmetrica e "quadrata" (quadrati e cubi danno
sempre l'impressione di "base") dei quattro menu fondamentali
dedicati a quelle che sono state individuate come le quattro
componenti fondamentali interessate dai flussi comunicativi
intersecantisi in un istituto scolastico. […]"
Conclusioni
Da quanto sopra possiamo concludere dunque che la scuola (italiana)
si muove, con velocità progressiva, verso l'Open Source (18)
e si comincia a vedere:
- il diffondersi una cultura del web, in termini di pratiche
di buon web design, attenzione all'usabilità, all'accessibilità
- l'aggregarsi di comunità di pratica di docenti volti a migliorare
il web scolastico e a farne uno strumento efficace ed efficiente
per migliorare l'esperienza scolastica dei discenti e il lavoro
di docente.
- L'attenzione verso gli strumenti Open Source che facilitano
la vita del responsabile del sito web della scuole, dei docenti
coinvolti nella produzione di informazioni documenti (con l'obiettivo/miraggio?
di coinvolgere tutti gli attori, corpo docente, amministrativo,
studenti genitori)
- L'apparire di strumenti di web-publishing specificatamente
pensati per le scuole.
Restano ancora aperti alcuni problemi, ad esempio…
"la conformità a standard e normativa dei CMS PHP è assente
o al più minimale, relegata all'aspetto di rivestimento del
contenuto. Questa conformità molto spesso si limita alla validazione
(X)HTML. La conformità agli standard ed agli obblighi normativi
è necessaria per poter utilizzare CMS PHP FL/OSS nella gestione
di sistemi per PA ed enti concessionari. La conformità agli
standard e agli obblighi normativi è necessaria per utilizzare
CMS PHP FL/OSS nella gestione di sistemi per privati Questa
conformità è facilitata per quanto è software engineering nei
sistemi CMS PHP FL/OSS, ma è in parte ostacolata dall'ecosistema
produttivo e dal sistema sociale open source." (19)
Rimane infine molta opera di divulgazione, ma i segnali sono
tutti positivi.
I link riportati in questo contributo sono stati verificati
in data 18 febbraio 2005.
URL/Bibliografia
Fonti bibliografiche
- Resini A, Trenta C., a cura di, CMS PHP Standard e normativa,
Php Day Roma 4 dicembre 2004, http://www.phpday.it/download/2004-12-04/apps/Resmini_CMS.pdf
- Ridolfi P. et al, I disabili nella società dell'informazione,
[http://www.pubbliaccesso.it/biblioteca/documentazione/disabili_
- Servizio di Osservatorio
Tecnologico per la Scuola, http://www.osservatoriotecnologico.net/software/open_source_scuola.htm
- Taddei D., Accessibilità,
tecnologia informatica e Pubblica Amministrazione, [http://www.nousab.it/taddei/]
- Una scuola libera, http://www.istruzione.it/innovazione/stampa/rassegna04/25_marzo/opensource3.pdf
Accessibilità, usabilità, web-design, architettura dell'informazione
- 20 Regole d'ora per la costruzione di un sito, [www.recorvo.com/20regole.html]
AIB-WEB, Linee guida per l'accessibilità ai contenuti del web,
[http://www.aib.it/aib/cwai/WAI-trad.htm]
- Boscarol, Maurizio, Ecologia dei siti web: come e perché usabilità,
accessibilità e fogli di stile stanno cambiando il modo di realizzare
i siti internet, Hops Libri, Milano, 2003
- Carrada, Luisa, Scrivere per Internet, Lupetti, Milano, 2000
- CNIPA, Studio sulla progettazione dei siti web, [http://www.webaccessibile.org/argomenti/argomento.asp?cat=453]
- http://www.mestierediscrivere.com
- http://www.usabile.it/
- http://www.webaccessibile.org/
- Krug, Steve, Don't make me think: un approccio di buon senso
all'usabilità del web, Hops Libri, Milano, 2000
- Nielsen J., The top ten new mistakes of web design, [http://www.useit.com/alertbox/990530.html]
- Nielsen, Jakob - Tahie, Marie, Homepage usability. 50 siti
Web analizzati, Apogeo 2002
- Nielsen, Jakob, Web usability, Apogeo 2000
- Postai, Sofia, Il mestiere del web: manuale di sopravvivenza
per web designer e committenti, Hops Libri, Milano, 2003
- Postai, Sofia, Siti che funzionano 2.0: quando web design
non significa disegni sul web, Hops Libri, Milano, 2004
- Rosenfeld, Louis - Morville, Peter, Architettura dell'informazione
per il World Wide web, Hops Libri, Milano 2002
- Ufficio italiano del W3C, [http://www.w3c.it]
Cms, Open Source
- http://maxdev.it
- http://scuola.phpnuke.it/
- http://www.docebolms.org/
- http://www.mdprof.com
- http://www.phpnuke.org
- http://www.postnuke.com
- http://www.spaghettibrain.com
Php-Mysql
- Parodi, Marco, Introduzione al PHP-My SQL, Natrusso Communication,
2004
- Reese, G. - Yarger, R.J. - King, T. , Usare MYSQL, Hops Libri,
Milano, 2002
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- http://scuola.linux.it/
- http://scuola.phpnuke.it/
- http://www.altrascuola.it/
- http://www.ips.it/scuola/pilota.html
- http://www.istruzione.it/altrisiti/linkscuola1.shtml
- http://www.linuxascuola.it/
- http://www.scuolainweb.it/
Scuole e nuovi media
- Calvani, Antonio, Educazione, comunicazione e nuovi media,
Utet Libreria, Torino, 2001
- Costa G., Rullani E. (a cura di), Il maestro e la rete. formazione
continua e reti multimediali, Etas, 1999, Milano
- Rivoltella, Pier Cesare (a cura di), I rag@zzi del web. I
preadolescenti ed Internet: una ricerca, Vita e Pensiero, Milano,
2001
Note
(1) Cfr. Postai [2004]
(2) in Resini A, Trenta C., a cura
di, CMS PHP Standard e normativa, Php Day Roma 4 dicembre 2004,
http://www.phpday.it/download/2004-12-04/apps/Resmini_CMS.pdf
(3) Per una completa presentazione
di MD-PRO si veda http://www.maxdev.it/modules.php?op=modload&name=AboutMD&file=index
(4) cfr. ad esempio http://www.mdprof.com/moodle/
a cura di Paola Pippia
(5) …bisogna però essere pronti
a ripensare la scrittura del web, cfr. http://www.mestierediscrivere.com
o Carrada [2000]
(6) Prof Lucio Pianese (Consorzio
Hermes), citato in "Una scuola libera", http://www.istruzione.it/innovazione/stampa/rassegna04/25_marzo/opensource3.pdf
(7) Un po' come nei villaggi Hopi
e Zuni (Arizona, New Mexico) che nascono da giustapposizione
continua di locali a seconda delle aumentate necessità abitative.
Belli, ma bisogna averli costruiti ed esserci vissuti sempre
per raccapezzarsi.
(8) Si può sempre demandare a professionisti
esterni di occuparsene. In molti casi sono gli stessi fornitori
dello spazio web a fornire il servizio di preinstallazione.
(9) Si veda ad esempio Resini -
Trenta [2004]
(10) Paola Pippia , docente di
Materie Letterarie nell'Istituto Tecnico, Industriale Statale
"Galileo Galilei" di Roma e membro dello staff di Md_Prof.
(11) si veda ad esempio, sull'esperienza
delle scuole del Comune di Empoli e altre, "Una scuola libera"
http://www.istruzione.it/innovazione/stampa/rassegna04/25_marzo/opensource3.pdf.
Si veda anche http://scuola.linux.it/ http://www.altrascuola.it/
http://www.linuxascuola.it/
(12) "E-Governement nella Scuola",
Spaggiari, 2003" citato in "Una scuola libera" http://www.istruzione.it/innovazione/stampa/rassegna04/25_marzo/opensource3.pdf
(13) La ricerca è stata effettuata
digitando in GOOGLE le parole chiave "liceo phpnuke" e "liceo
md-pro".
(14) Chi scrive è tutor della suddetta
area.
(15) … con addirittura alcune folgorazioni
sulla via di Damasco seguite a reticenze neo-luddistiche o da
ritiro sulla "torre d'avorio" di coloro che consideravano disdicevole
"sporcarsi le mani coi bytes".
(16) Carlo Columba, e-mail all'autore.
(17) Carlo Columba, e-mail all'autore.
(18) Ne è riprova il crescente
numero di siti web dedicati, cfr. bibliografia.
(19) In Resini A, Trenta C., a
cura di, CMS PHP Standard e normativa, Php Day Roma 4 dicembre
2004, http://www.phpday.it/download/2004-12-04/apps/Resmini_CMS.pdf
vengono riepilogati i punti deboli dei sistemi CSS.
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