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Per
una classificazione della figura del tutor
online si fa solitamente riferimento alle
diverse competenze che dovrebbero
confluire nel profilo del tutor: si tende
talora a ritenere che il tutor, in quanto
facilitatore dell'apprendimento
contrapposto al docente, inteso come
erogatore di conoscenze, coincida con il
"mentore" (Zorfass, 1998);
talora si parla più elasticamente di
coaching, assegnando al tutor un ruolo di
fulcro attorno a cui si muove una
comunità di studenti, che opera
soprattutto affrontando e risolvendo
problemi all'interno di un ambiente di
apprendimento che si presenta
complessivamente come collaborativo,
mediato, flessibile. Analogo valore viene
dato al termine moderator, usato
(si veda ad esempio Salmon, 1998) per
indicare un tutor che si limita a
stimolare le interazioni tra gruppi di
studenti che operano su diversi piani in
funzione della costruzione di conoscenze
condivise. Si va quindi delineando
un'articolazione della figura del tutor
sempre più complessa e ricca di
sfaccettature. Collins e Berge (1996)
delineano già il profilo del tutor online
come una somma di tre sfaccettature:
- instructor
- moderator
- facilitator
Il primo atteggiamento è più orientato a
un lavoro sui contenuti, il secondo alla
gestione dei gruppi di lavoro e delle
discussioni aperte, il terzo a varie forme
di scaffolding.
Il
tutor che opera in contesti di formazione
in rete svolge quindi la sua azione in
modo molto articolato: in particolare,
risponde di solito a tre caratteristiche
esigenze: predisporre e supportare i
contenuti del corso, facilitare il
processo di apprendimento e gestire le
interazioni tra gli studenti e gli altri
soggetti coinvolti nel processo. Questa
articolazione corrisponde anche alla
diversificazione delle metodologie e
dell'approccio alle problematiche
didattiche nella formazione basata sulle
tecnologie e si allinea ai vari modelli di
corsi online, classificabili in base al
diverso peso dei contenuti rispetto alla
tutorship, in base alla tipologia degli
obiettivi didattici e in base al livello
di collaborazione che si instaura tra i
discenti. Si può affermare che la figura
del tutor assume un particolare
significato nei percorsi formativi in rete
basati sull'apprendimento collaborativo,
secondo quanto suggerito da vari autori,
in particolare Harasim, Andrusyszyn, Berge
e Collins o Turoff; ma senza dimenticare
che nella formazione online possono
verificarsi situazioni molteplici, che
richiedono atteggiamenti diversificati.
Più elasticamente, possiamo provare a
riformulare la triplice articolazione del
ruolo del tutor accettata dalla
letteratura nel modo che segue:
- Istruttore
- Facilitatore o tutor in senso stretto
- Moderatore/animatore.
Si
può affermare che il tutor online sarà
prevalentemente un esperto/trainer in un
corso a distanza basato in cui si applica
un modello instructor-centered,
come accade, ad esempio, in molti corsi di
formazione il cui obiettivo è
l'acquisizione di contenuti da parte dei
corsisti. Sarà invece più simile a una
guida operativa capace di esaltare le
potenzialità e le caratteristiche
specifiche di ciascun corsista, una figura
per definire la quale termini come
mentoring o coaching potrebbero essere
intercambiabili, in ambienti di formazione
in rete il cui scopo sia l'acquisizione di
abilità operative da parte dei discenti
(modello learner-centered). Infine,
nei casi in cui si applica un modello learning-team-centered,
basato cioè sul "gruppo che
apprende" e sulla collaborazione tra
pari, tenderà ad assumere un
caratteristico ruolo di mediazione. In
questa tipologia di attività si cerca
soprattutto di favorire forme di tutoring
reciproco, in modo che ciascuno
contribuisca ad arricchire il
"patrimonio" degli altri e
quello comune, modificando durante il
processo il proprio atteggiamento iniziale
fino a elaborare nuovi modelli, nuove idee
per l'approccio a un problema e la sua
soluzione: si rendono quindi necessarie
figure di coordinamento del gruppo alla
pari provenienti dal gruppo stesso, così
come, talora, il supporto di esperti, che
a loro volta sarebbe improprio attribuire
al tutor.
Lo
schema sulla diversificazione del profilo
del tutor evidenzia lo stretto legame tra
l'azione svolta dal tutor nel contesto,
secondo le articolazioni proposte, e i
diversi modelli strutturali applicabili in
corsi online. È superfluo sottolineare
come nelle diverse esperienze formative in
rete l'approccio metodologico possa essere
variamente diversificato: i contenuti, ad
esempio, possono essere messi in relazione
al focus del corso, ed è chiaro che in
un'attività content-oriented,
finalizzata soprattutto all'acquisizione
di nozioni da parte dei discenti, si
dovrà prestare ai contenuti in quanto
tali un'attenzione maggiore di quanto non
accada in esperienze project-oriented,
dove i contenuti, almeno in parte, sono
costruiti durante il percorso formativo e
scaturiscono spesso dal confronto tra
tutor e discenti e dalla collaborazione
tra gli studenti. La relazione tra modelli
strutturali e ruolo del tutor merita
quindi di essere approfondita. Il punto di
partenza è Mason (1998), che ha definito
tre possibili modelli di corso online le
cui differenze influiscono in modo
significativo sia sul modo di elaborare i
contenuti che sul modo di organizzarli e
distribuirli, oltre che, ovviamente,
sull'azione svolta nel contesto dal
formatore in rete. Si può riassumere e
sintetizzare in uno schema
grafico
Le
tre modalità d'azione del tutor riassunte
nello schema possono essere messe in
relazione con le tre tipologie di corsi
online codificate e accettate dalla
letteratura in materia (Mason, 1998):
- content+support
- wrap around
- modello integrato
Nella
tabella che segue, infine, il ruolo del
tutor è messo più analiticamente in
relazione con gli obiettivi generali del
corso online o di ciascuna delle sue fasi.
Si tenta inoltre di quantificare il peso
dell'azione asincrona e di quella real-time
e si avanzano ipotesi sulle tecnologie
prevalentemente utilizzate dal tutor a
seconda del ruolo assunto di volta in
volta.
| Obiettivi
generali |
Sapere |
Saper
fare |
Saper
essere |
| Cosa
deve acquisire lo studente |
Contenuti,
informazioni |
Abilità,
competenze in ambiti specifici |
Capacità
di sviluppare atteggiamenti e
affrontare problemi condividendo
con altri esperienze e opinioni |
| Modello
didattico |
Instructor
Centered |
Learner
Centered |
Learning
Team Centered |
| Focus |
Content
oriented |
Process
oriented |
Project
oriented |
| Ruolo
prevalente del tutor |
Istruttore |
Facilitatore |
Moderatore/animatore |
| Tecnologie
prevalentemente utilizzate |
Pagine
Web
E-Mail
Audio/
videoconferenza |
Pagine
Web
E-Mail
Mailing-List o Forum
Lavagne condivise |
PagineWeb
E-Mail
Mailing-List o Forum
Chatting
Ambienti Groupware |
| Peso
dell'azione asincrona |
50% |
70-80% |
90-100% |
| Peso
dell'azione real-time |
50% |
20-30% |
0-10% |
È chiaro che uno stesso tutor può
assumere i diversi ruoli durante le varie
fasi del corso in rete, così come è
altrettanto chiaro che ciascuno dei ruoli
può essere interpretato da un diverso
soggetto e delineare un diverso profilo.
Si possono inoltre analizzare a fondo i
vari atteggiamenti identificando delle
sottoarticolazioni, che a loro volta
possono identificare profili e competenze
più specifici e circoscritti. Una
eventuale funzione di verifica e
valutazione, in questa ipotesi di modello,
tende invece a diluirsi abbastanza
equamente nei tre profili individuati.
Il
tutor come istruttore: il profilo e le
caratteristiche
La figura del cosiddetto instructor è la
più studiata, anche perché è questo il
modo di intendere la tutorship a distanza
in gran parte delle esperienze di
formazione in azienda o in quei contesti
nei quali il fattore economico riveste
importanza primaria. L'azione del tutor
online nella sua veste di istruttore può
essere illustrata attraverso uno schema.

Schema
che illustra l'azione del tutor nella sua
veste di istruttore
Tipicamente,
il tutor/istruttore comunica con la
comunità degli studenti elaborando
materiali strutturati, sotto forma di
pagine Web. Gli studenti hanno accesso ai
materiali, li consultano, eseguono i
compiti assegnati o le verifiche
stabilite. Il ruolo del tutor/istruttore,
in sostanza, non è molto diverso da
quello del docente tradizionale: il
tutor/istruttore "fa lezione" a
distanza sfruttando l'infrastruttura della
rete come mezzo di erogazione e
distribuzione di contenuti. I contenuti
elaborati dal tutor possono essere di
varia natura.
- Informazioni generali sugli obiettivi
del corso e le metodologie didattiche che
saranno adottate.
- Contenuti in senso stretto, sotto forma
di lucidi, schemi, documenti.
- Suggerimenti per sviluppare percorsi di
ricerca in Internet.
- Schede o strumenti per l'autovalutazione
da parte degli studenti.
Il tutor/istruttore può puntare su azioni
real-time nell'elaborazione dei materiali
attraverso cui si rivolge alla comunità
degli studenti, ad esempio utilizzando le
sempre più diffuse tecniche di
comunicazione audio e video in formato
streaming, oppure elaborando risorse
utilizzabili in modo asincrono e
garantendo una maggiore elasticità nella
fruizione da parte degli allievi. Questa
seconda opzione è al momento la più
praticata, soprattutto per ragioni
economiche, ma anche organizzative. Si
suggerisce tuttavia (Andrusyszyn, 1996) di
non dimenticare mai che al tutor spetta
soprattutto il compito di facilitare gli
studenti nell'autoapprendimento. Il tutor
dovrebbe quindi cercare di agire in modo
"metastrategico", ovvero
proporre contenuti ma contemporaneamente
anche modelli interpretativi e
suggerimenti critici perché i contenuti
proposti possano essere ripensati e
rielaborati.
Si
può osservare come le dinamiche di
interazione tra il tutor e gli studenti,
in questa fase, siano molto simili anche
alle dinamiche della formazione a distanza
di tipo tradizionale (seconda
generazione). Ciò è dovuto soprattutto
alla necessità di considerare il fattore
economico. Un tutor che opera come puro
istruttore è economicamente molto
vantaggioso: la comunicazione è infatti
di tipo uno-molti e, almeno in linea
teorica, applicando questo schema un solo
tutor può rivolgersi ad un numero
illimitato di destinatari di uno stesso
contenuto. A ciò si aggiunga la relativa
facilità di riutilizzo dei materiali
elaborati nell'ambito di un corso in altre
esperienze analoghe o in successive
edizioni del corso rivolte ad un medesimo
target di utenti e basate sugli stessi
contenuti e la possibilità di spendere
l'expertise sui contenuti su scala molto
ampia.
Il
tutor come istruttore: esemplificazioni
In un corso in cui il focus è soprattutto
sui contenuti o nella fase di un corso
più orientata al confronto dei discenti
con i contenuti il tutor/istruttore può
procedere, a titolo esemplificativo,
secondo una sequenza come quella qui sotto
riportata.
Prima
che inizi l'attività in rete il tutor
elabora le pagine Web su cui sono indicati
i materiali che i discenti dovranno
consultare. Le pagine vengono scaricate
via FTP sul sito del corso. Le pagine Web:
- introducono all'attività in generale
(l'attività… affronta le problematiche…);
- illustrano gli obiettivi dell'attività
(gli obiettivi dell'attività sono…);
- indicano i materiali da utilizzare (si
valutino i seguenti materiali…);
- riportano i compiti da svolgere nella
prima fase (si cerchi di produrre un
elaborato sulla base dello schema… o
cercando di rispondere alle seguenti
domande…).
In
questa stessa fase, il tutor può anche
inviare ad ogni iscritto un messaggio per
verificare se l'iscritto ha una casella di
e-mail funzionante e controlla
regolarmente la posta. Nel messaggio si
chiederà semplicemente al corsista di
rispondere entro un massimo di 2 giorni
alla sollecitazione del tutor, spiegando
in poche righe il grado di familiarità
con gli strumenti di base della
comunicazione in rete. Il messaggio serve
a completare la documentazione sui
corsisti ed a verificare la prontezza e la
disponibilità dei corsisti a operare in
rete individuando eventuali situazioni
problematiche (reazioni lente, problemi di
"stabilità" con la posta, ma
anche capacità di rispettare le prime
regole…).
Durante
il corso o durante la fase di studio dei
materiali da parte dei discenti il tutor:
- Comunica via e-mail agli iscritti al
gruppo l'indirizzo delle pagine Web dove
è presentata l'attività e dove si danno
le indicazioni sulla documentazione da
analizzare o i percorsi Internet da
seguire. Questa comunicazione può
avvenire o durante il primo incontro in
presenza o nei giorni immediatamente
successivi, quando le iscrizioni alle
varie aree di attività sono definite.
- Risponde ad un massimo di 2-3 messaggi
che rientrano nel quadro delle richieste
che un corsista può avanzare. Queste
richieste saranno condensate nelle
settimane che intercorrono tra il primo e
il secondo incontro in presenza.
- Verifica che i compiti assegnati ai
corsisti siano stati svolti e i risultati
appesi nel Forum Web nei tempi stabiliti.
- Richiama gli eventuali ritardatari
rispetto alla prima scadenza o coloro che
mostrano zelo eccessivo. Il richiamo può
avvenire nell'ultima settimana della prima
fase.
L'attività
online è avviata dal tutor con un
messaggio via e-mail relativamente
standardizzato, orientato a inquadrare le
problematiche generali e a fornire tutte
le informazioni necessarie perché il
corsista possa accedere alle risorse
appositamente predisposte.
Il
tutor come facilitatore: il profilo e le
caratteristiche
Sulle competenze che contribuiscono a
formare il profilo del tutor in quanto
facilitatore sintesi interessanti sono
state proposte da Nelson-McFadzean (1998)
e da Sandelands (1999), che definiscono
alcune categorie di abilità pertinenti a
questo particolare profilo analizzandone
in dettaglio i bisogni specifici. La
relazione tra il tutor/facilitatore e la
comunità degli studenti può essere
rappresentata come nello schema che segue.
Schema
che illustra l'azione del tutor nella sua
veste di facilitatore
Nello
schema si evidenzia come, accanto alla
dinamica di comunicazione tra tutor e
studenti mediata dai materiali strutturati
attraverso cui il tutor, in quanto
istruttore, eroga i contenuti del corso,
si inseriscano altre due forme di
interazione tra tutor e comunità che
apprende. La prima e la più diffusa di
queste forme di interazione è la
comunicazione uno-uno tra tutor e
studente, che avviene tipicamente via
e-mail: il tutor che risponde in modo
diretto e personalizzato alle richieste di
chiarimento o di aiuto del singolo
studente configura una situazione di
tutorship in senso stretto, poiché
l'attività dello studente risulta
facilitata dal sostegno del tutor.
Il
tutor come facilitatore: esemplificazioni
In un corso in cui il tutor assume
prevalentemente un ruolo di facilitatore o
in una fase di un corso orientata
all'approfondimento dei contenuti e alla
condivisione di opinioni ed esperienze tra
i corsisti sulla documentazione analizzata
- Garantisce il rispetto della netiquette
se la comunicazione tra i corsisti avviene
via e-mail. Se si definiscono delle
sessioni di chatting garantisce il
rispetto dell'ordine del giorno. Svolge di
fatto un ruolo di moderatore.
- Verifica con cadenza settimanale se
sulla bacheca utilizzata sono presenti
osservazioni e interventi o se nella ML
sono circolati messaggi e decide, sulla
base di quanto avviene, di intervenire con
messaggi di sollecito o per animare la
discussione.
- Verifica se è il caso, anche sulla base
di come si sta sviluppando la discussione,
di integrare la documentazione con altri
suggerimenti. In questo caso produce
pagine Web che saranno aggiunte al nucleo
iniziale e invia agli iscritti un
messaggio in cui li invita ad analizzare
la documentazione integrativa. Il tutor ha
facoltà di produrre come documentazione
integrativa, se lo ritiene opportuno,
anche eventuali interventi audio o
audio-video, per puntualizzare
problematiche eventualmente emerse, ad
esempio per chiarire meglio una griglia di
valutazione che risultasse poco
accessibile ai corsisti. Se produce
ulteriori materiali lo comunicherà subito
ai corsisti.
- Analizza la situazione in prossimità
della scadenza della fase in corso e
valuta se è il caso di procedere con una
fase più orientata alla cooperazione
(attività del primo tipo). I parametri
per valutare la situazione sono indicati
nella scheda di automonitoraggio del
tutor. In alternativa, se decide di non
procedere con una fase cooperativa,
produce delle linee/guida da inviare ai
corsisti per l'elaborazione di una
riflessione personale da allegare al
dossier.
Il
tutor/facilitatore è tenuto a rispondere
a richieste specifiche di chiarimento,
almeno a quelle per le quali è già stata
dichiarata una disponibilità. È
importante tuttavia che i corsisti
capiscano che nello sviluppo di
un'attività in rete si devono rispettare
dei tempi e dei modi.
Il
tutor come moderatore/animatore: il
profilo e le caratteristiche
Sotto certi aspetti, l'azione del
facilitarore e quella del
moderatore/animatore hanno elementi in
comune. Osserviamo uno schema che illustra
l'azione del tutor nella sua veste di
moderatore/animatore.
Schema
che illustra l'azione del tutor nella sua
veste di moderatore/animatore: in questo
caso è evidenziato soprattutto il ruolo
del tutor come moderatore della comunità
virtuale degli studenti
Come si
può notare, accanto alle consuete forme
di interazione dell'insieme degli studenti
con le risorse elaborate dal tutor e dei
singoli con il tutor stesso (in questo
caso nella sua veste di facilitatore), si
evidenzia la presenza del tutor nel
contesto del dialogo che si sviluppa tra
gli studenti, che secondo questo modello
si configurano ormai come una vera e
propria comunità, talora con una certa
autonomia organizzativa e operativa.
L'interazione, sia all'interno del gruppo
che apprende che considerando la presenza
attiva del tutor, è tipicamente
molti-molti: ne consegue che il tutor non
è più necessariamente elemento centrale
o punto di riferimento dell'azione
formativa, ma tende a diventare uno tra i
molti attori. Il suo ruolo potrà a questo
punto assumere caratteristiche diverse a
seconda di come è impostata l'attività e
di quanta importanza è assegnata, nella
meccanica di sviluppo del corso, ai
processi collaborativi e all'interazione
tra gli studenti, ai contenuti piuttosto
che alle riflessioni
metodologico/didattiche. Lo schema
precedentemente illustrato può essere ad
esempio leggermente modificato immaginando
una situazione in cui il gruppo che
apprende, oltre che comunicare e
discutere, collabora attivamente alla
realizzazione di un elaborato o di un
prodotto, sia esso una simulazione o un
vero e proprio oggetto di senso compiuto.
Schema
che illustra l'azione del tutor nella sua
veste di moderatore/animatore: in questo
caso è evidenziato soprattutto il ruolo
del tutor come animatore di gruppi
collaborativi di studenti
Tanto
più ampio sarà lo spazio concesso
all'interazione tra gli studenti in
funzione dell'elaborazione di un prodotto
comune, tanto minore sarà di conseguenza
il ruolo del tutor: è ad esempio
consigliabile che il tutor intervenga in
misura molto limitata sui contenuti del
documento, della ricerca o del progetto
che gli studenti vanno elaborando. Il suo
compito consisterà piuttosto nel
mantenere la discussione su un livello
accettabile, sia in termini di
"ritmo" che in termini di
sostenibilità complessiva. Anche per
questo usiamo il termine
moderatore/animatore: significa nella
sostanza che al tutor così inteso
spettano sia il compito di smorzare i toni
della discussione, se questa dovesse
risultare eccessivamente animata, sia il
compito di stimolare il dibattito se
questo dovesse dare segni di stanchezza o
se si verificasse un evidente calo di
interesse da parte degli studenti.
Analogamente, il tutor cercherà di
evitare che gli studenti si lascino
"prendere la mano" dalla voglia
di fare in attività collaborative con
risvolti operativi o che, al contrario,
non collaborino a sufficienza, tanto da
compromettere l'esito dell'attività.
Complessivamente, il moderatore/animatore
ha una notevole responsabilità: dovrà
sempre cercare di rendere il più
possibile umana l'atmosfera altrimenti
tendenzialmente impersonale e astratta che
si instaura quando si opera a distanza,
particolarmente quando si utilizzano
tecniche di comunicazione asincrone (Woodall,
1999).
Secondo
alcune interpretazioni, il tutor, nella
sua veste di moderatore, si occupa
soprattutto dell'organizzazione e della
gestione dei gruppi di discussione. In tal
senso, una parte della letteratura sulla
figura del moderatore online si rifà a
modelli mutuati dagli studi sulla
comunicazione e sulle dinamiche di
gestione dei gruppi. Berge (1995)
recuperando Brochet (1989), individua sei
compiti fondamentali nella figura del
moderatore.
- Definire gli obiettivi dell'interazione
e gli argomenti in discussione
(moderatore = goal setter)
- Discriminare tra contributi interessanti
e contributi poco utili alla discussione e
poco costruttivi
(moderatore = discriminator)
- Stimolare la partecipazione dei
coinvolti e creare un clima di fiducia
(moderatore = host)
- Affrontare e rimuovere gli ostacoli alla
comunicazione e promuovere la cooperazione
(moderatore = pace setter)
- Arricchire il dibattito fornendo se
necessario adeguati chiarimenti
(moderatore = explainer)
- Mantenere alta la motivazione dei
partecipanti e il clima complessivo il
più possibile sereno
(moderatore = entertainer)
Il
tutor come moderatore/animatore:
esemplificazioni
Il ruolo del tutor, in una fase orientata
al dialogo e alla collaborazione tra i
corsisti o in modelli di corsi onlini
basati su un approccio integrato, tenderà
a diversificarsi a seconda della tipologia
di attività. In generale, se in un corso
online si praticano attività
collaborative o si attivano discussioni
tra i partecipanti, ciò significa che il
gruppo è sufficientemente motivato ed è
quindi in grado di interagire con una
certa regolarità. In queste situazioni il
tutor:
- svolge un ruolo attivo, per quanto gli
compete, a seconda del tipo di attività
collaborativa che i corsisti praticano in
rete (administrator nella simulazione di
un corso online, master nel gioco,
osservatore/critico nell'attività di
scrittura collaborativa…);
- reagisce alle sollecitazioni dei gruppo
di attività valutando se e come apportare
variazioni agli obiettivi stabiliti: ad
esempio, se in una simulazione il gruppo
dei corsisti volesse puntare
sull'elaborazione di pagine Web, spetterà
al tutor valutare la fattibilità
dell'ipotesi. In ogni caso i corsisti
dovranno sapere che il tutor avrà
l'ultima parola sulle varianti allo schema
iniziale. Se il tutor valuta positivamente
proposte di variazione allo schema
iniziale svolgerà un preciso ruolo di
supporto/suggerimento nel reperimento o
nell'elaborazione dei materiali necessari,
assumendo almeno per un periodo anche un
ruolo di facilitatore;
- produce un "report" periodico
sullo stato dell'attività in corso, da
inviare a tutti i corsisti. La cadenza
potrebbe essere settimanale, anche se
questo dipenderà dalla durata complessiva
dell'attività e dal ritmo che i corsisti
sono in grado di seguire;
- sollecita i corsisti a
"chiudere" le attività
collaborative producendo un risultato, in
base agli obiettivi stabiliti o a quelli
che si sono andati delineando. In questo
caso il termine ultimo per la chiusura
dell'attività può anche variare
leggermente da gruppo a gruppo tra quelli
moderati dal tutor, anche se l'oggetto o
l'approccio fossero uguali.
Il
tutor non dovrebbe mai rivestire il ruolo
di coordinatore di un gruppo
collaborativo. Il coordinatore dovrebbe
essere sempre scelto tra i corsisti più
attivi, evitando comunque quelli che
appaiono eccessivamente invadenti. Il
tutor si occupa infine, almeno in parte,
del monitoraggio e della documentazione,
anche per poter avere un quadro più
chiaro della situazione generale.
Tipicamente:
- Controlla i forum almeno 3 volte alla
settimana.
- Controlla quotidianamente la posta.
- Compila e mantiene aggiornato un
riepilogo dei "threads" delle
discussioni via e-mail o via forum: il
riepilogo conterrà almeno l'indice degli
argomenti in discussione e un resoconto
quantitativo dei messaggi pertinenti a
ciascun argomento, con indicazioni sui
reply e sul numero di studenti coinvolti
nella discussione su ciascun argomento
specifico.
Il
tutor dovrebbe produrre con regolarità
anche dei report di autovalutazione
dell'esperienza in corso, con alcune
informazioni essenziali.
- Brevi indicazioni sul "clima"
dell'attività: ci sono stati problemi o
lamentele tra i corsisti o tra corsisti e
tutor? Di che tipo? Per quale ragione?
- Indicazioni sulle difficoltà incontrate
dal tutor: ci sono studenti che non si
riesce a gestire? Quali sono i problemi
che hanno creato maggiori difficoltà? Di
fronte a quali richieste il tutor si è
trovato più in difficoltà?
- Riflessioni personali sulle carenze del
sistema: che cosa manca? Che cosa non
funziona?
I report dovrebbero essere condivisi con
altri tutor impegnati in attività
analoghe, per ottenere eventuali
suggerimenti utili sulla conduzione del
gruppo. L'insieme dei report potrebbe
confluire in un report finale
riepilogativo, una sorta di
"sintesi" dell'esperienza. I
report sono utili anche per mettere a
punto suggerimenti da inviare agli
studenti in modo da indirizzarli verso un
uso più proficuo degli spazi e degli
strumenti a loro disposizione.
In
momenti orientati alla collaborazione
attiva tra gli studenti il tutor dovrebbe
produrre anche un report per gli stessi
studenti, che potrebbe avere cadenza
settimanale (o altra cadenza a seconda
della durata dell'attività). Nel report:
- si analizza lo stato dell'attività
indicando brevemente i punti di forza
riscontrati e i punti di debolezza
riscontrati;
- si cerca di puntualizzare brevemente la
"distanza" della situazione
attuale rispetto all'obiettivo;
- si danno alcuni brevi suggerimenti
strategici e operativi per affrontare i
problemi eventualmente riscontrati.
Per le risorse
essenziali si rimanda alla scheda.
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