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Webquest:
didattica del web, didattica col web
Patrizia Vayola
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Il
web progressivamente, nell'ultimo decennio, si è imposto come
strumento di consultazione privilegiato da parte degli studenti
e degli insegnanti e ciò rappresenta, oltre che una indiscutibile
risorsa, anche l'origine di una serie di problemi di non semplice
soluzione.
Ci si trova infatti attualmente in una situazione paradossale
di sovraccarico cognitivo (1):
mentre fino a pochi anni fa gli insegnanti stentavano a mettere
insieme documenti e contributi per ampliare l'offerta dei
libri di testo, oggi il problema reale è divenuto selezionare
quelli più significativi ed efficaci tra le migliaia di informazioni
su qualsiasi campo dello scibile umano. C'è inoltre un altro
problema costituito dal gap tecnologico tra docenti e studenti.
I ragazzi, infatti, hanno una confidenza con le nuove tecnologie
ben superiore a quella della maggior parte dei docenti che
spesso delegano loro la ricerca di risorse utili nel web,
senza però che nessuno abbia fornito le necessarie avvertenze
metodologiche e critiche. Il risultato è un selvaggio taglia/incolla
acritico e privo di qualsiasi citazione dei siti di provenienza
che rende le informazioni e i dati reperiti nel web assolutamente
destituiti di qualsiasi credibilità. Insomma il nuovo strumento
rischia di essere piegato a servire una didattica vecchia,
troppo simile a quella che, negli anni '60, prescriveva defatiganti
"ricerche" risolte con immani quanto inutili copiati dalle
enciclopedie, con la differenza, peggiorativa, che le risorse
web sono per lo più prive di quelle garanzie di scientificità
che invece fondavano l'autorevolezza delle fonti tradizionali.
E dal tempo delle vecchie ricerche sono cambiate anche le
esigenze cognitive degli studenti, l'obiettivo prioritario
non è tanto imparare conoscenze circoscritte e consolidate
quanto adattarsi alla continua trasformazione dei campi del
sapere imparando, soprattutto, ad imparare (2).
In questo quadro si inserisce la necessità per gli studenti,
ma anche per gli insegnanti, di acquisire metodologie di analisi
critica dei siti web e delle risorse in essi contenute.
Si tratta evidentemente di un campo di studio nuovo per il
quale non esistono strategie consolidate ma il cui obiettivo
finale è quello di consentire agli utenti del web di valutare
la qualità e il valore dei siti che si trovano a consultare
in base a criteri consolidati già per altri tipi di fonti
(3)(autenticità, attendibilità,
intenzionalità) ma adattati e arricchiti di variabili per
rispondere alle caratteristiche del nuovo medium (4).
E' necessario pertanto immaginare un curricolo verticale,
trasversale alle diverse discipline, che, attraversando tutti
i gradi di scolarità, permetta agli studenti di raggiungere
tale obiettivo. Da questo punto di vista uno strumento utile
può essere il webquest (5).
Il webquest, infatti, è un progetto di ricerca guidata in
internet che abitua a consultare risorse web coniugando, nel
contempo, una metodologia di stampo costruttivista (6)
con strategie di lavoro collaborativo (7).
E' stato ideato, a metà degli anni '90 da Bernie Dodge (8)
e prevede la progettazione, da parte del docente, di un ambiente
di apprendimento (9) che offra
agli studenti una serie di fasi di lavoro utili per realizzare
una ricerca significativa nel web.
A titolo esemplificativo si presenta il webquest sul Risorgimento
Italiano progettato per una classe IV delle scuole superiori
(10).
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Esso prospetta l'organizzazione
classica di questo tipo di procedimento:
- una situazione problematica che rappresenti lo stimolo
per la ricerca (INTRODUZIONE)
Figura 2
- una divisione della classe in gruppi (ciascuno dei quali,
con compiti differenti, dovrà contribuire al prodotto finale
per risolvere i problemi prospettati nell'introduzione)
e una articolazione di ruoli all'interno di ciascun gruppo
che responsabilizzi i singoli studenti (COMPITO)
Figura 3
- una spiegazione del procedimento da seguire che illustri
le operazioni da compiere e gli strumenti da utilizzare
(PROCEDIMENTO)
Figura 4
- un elenco di siti internet, di solito differenziato per
ciascun gruppo, attraverso la cui consultazione sia possibile
assolvere al compito assegnato (RISORSE)
Figura 5
Figura 6
- una esplicitazione dei criteri di valutazione con i quali
il prodotto del gruppo e del singolo saranno valutati dall'insegnante
ed una serie di strumenti per l'autovalutazione dei propri
comportamenti e delle conoscenze acquisite (VALUTAZIONE)
Figura 7
- a queste fasi può
aggiungersi una conclusione che metta in luce gli aspetti
significativi della procedura realizzata e delle conoscenze
acquisite (CONCLUSIONI).
Come si vede da questo breve resoconto dell'impostazione
classica del webquest, esso si avvale di metodologie volte
alla costruzione delle conoscenze attraverso il problem
solving e pone al centro le attività dello studente lasciando
al docente il ruolo di regista (che allestisce l'ambiente)
e di tutor (che segue e indirizza la ricerca dello studente).
Inoltre la strutturazione del lavoro in gruppi e l'assegnazione
di ruoli a ciascuno studente si colloca nell'ambito delle
metodologie di lavoro collaborativo, consentendo di assecondare
e valorizzare diversi stili cognitivi e integrando nel lavoro
anche i ragazzi meno dotati.
Naturalmente questo procedimento implica a monte un significativo
lavoro di ricerca da parte del docente che deve ideare l'ambiente
(11) e soprattutto identificare
i siti da consultare; tuttavia, anche quando egli non possieda
tecniche specifiche di analisi, (sulle quali pure sarà necessario
che riceva una formazione adeguata se si vuole che la scuola
italiana non perda le potenzialità cognitive messe a disposizione
dalle nuove tecnologie in generale e dal web in particolare)
avrà sempre dalla sua le conoscenze disciplinari sufficienti
per discriminare tra i siti da visitare e potrà comunque
accedere a risorse qualificate che gli offrano sitografie
già predisposte (12).
Insomma il docente, secondo lo schema classico della ricerca-azione,
potrà formarsi mentre studia strategie per formare i suoi
stessi studenti all'analisi critica del web.
Ma come trasformare il webquest in uno strumento per costruire
un curricolo verticale delle competenze di ricerca nel web?
Si può partire, già alle elementari, con una versione semplificata
di questo strumento: la cosiddetta caccia al tesoro (13).
In essa a ciascuna domanda volta a reperire dati sul tema
oggetto di indagine corrisponde uno specifico sito e quindi
gli studenti hanno come compito solo quello di visitare
la risorsa segnalata e di estrarne le informazioni richieste.
L'obiettivo è quello di fornire un approccio guidato alla
consultazione di pagine internet in modo da familiarizzare
con il web per imparare a considerarlo una risorsa. Le capacità
di rielaborazione delle informazioni saranno misurate inserendo,
a fine ricerca, una domanda conclusiva che comporti la rielaborazione
delle informazioni e che non possa quindi essere risolta
dalla consultazione di un singolo sito (14).
La fase successiva, già alla fine delle scuole elementari
e nelle scuole medie potrà essere il webquest vero e proprio
nel quale ad una lista di domande corrisponde un elenco
di siti, senza che sia determinata la corrispondenza tra
le questioni su cui individuare informazioni e i siti da
cui trarle. In questo modo lo studente dovrà affinare le
sue capacità di ricerca e problematizzare i dati che individua
per verificare la possibilità che essi rispondano alle sue
esigenze (15).
Già alla fine delle scuole medie, e poi ancora di più agli
inizi delle superiori, si potranno inserire, tra i siti
indicizzati per la ricerca, dei distrattori: pagine di tema
affine rispetto a quello indagato ma inutili rispetto agli
obiettivi, per insegnare ai ragazzi a discriminare tra i
siti e le informazioni in esse contenuti. Poi sarà la volta
delle ridondanze, ovvero di risorse che forniscono più volte
la stessa informazione ma a livelli diversi di complessità,
in modo che gli studenti siano indotti a valutare la profondità
delle informazione e la sua efficacia rispetto agli obiettivi
del lavoro (16).
Allo stesso modo si complicheranno le consegne che, da domande
mirate e limitate, passeranno ad identificare temitiche
più vaste all'interno delle quali toccherà poi agli studenti
enucleare temi e informazioni significative.
A questo punto, negli ultimi anni di scuola, si potranno
inserire anche forme di ricerca autonoma.
Il primo passo in questa direzione potrà essere costituito
dalla definizione, da parte del docente, delle chiavi di
ricerca da utilizzare cui si accompagnerà, comunque, la
segnalazione di una serie di indicazioni sitografiche di
base. Gli studenti avranno anche a disposizione una griglia
di valutazione dei siti nuovi che individueranno fondata
su rigorosi criteri di analisi volti a giustificarne la
scientificità e la congruenza con la ricerca in corso (17).
Progressivamente poi gli studenti potranno essere lasciati
sempre più liberi di effettuare ricerche autonome, fino
a che il webquest si limiterà a fornire la problematizzazione,
le domande di fondo e il prodotto atteso, lasciando i ragazzi
completamente liberi di realizzare la loro ricerca purché
segnalino, per ciascuna informazione o risorsa individuata,
il sito di origine e la griglia di valutazione dello stesso.
A questo punto gli studenti stessi saranno produttori di
sitografie valide e scientificamente attendibili che potranno
costituire la base per la creazione di nuovi webquest per
ragazzi degli altri gradi di scuole.
E' quasi superfluo sottolineare come, mentre si costruisce
questo tipo di competenza all'analisi del web, gli studenti
acquisiranno anche competenze significative di lettura selettiva,
di confronto e selezione critica delle informazioni, di
ricerca. Inoltre saranno avviati alla riflessione metacognitiva
sulle procedure di lavoro e sui criteri di analisi e infine,
grazie al lavoro di gruppo organizzato, miglioreranno le
capacità di relazione e collaborazione reciproca. Per l'insegnante
che voglia coniugare rigore scientifico, creatività e ricerca
didattica il webquest può dunque essere una risorsa innovativa
da sfruttare e intorno alla quale sarebbe utile fiorissero,
oltre che iniziative specifiche di formazione, anche banche
dati di risorse (18) e di modelli
a disposizione (19).
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Note
(1) Su questo tema, per quanto
riguarda la didattica della storia, un contributo interessante
è stato fornito da Anna Girardet, Vedere, toccare, ascoltare.
L'insegnamento della storia attraverso le fonti, Carocci,
Milano , 2004
(2) Sull'apprendimento significativo
si confronti Joseph Novak, L'apprendimento significativo,
Erickson, Trento, 2001
(3) Un interessante proposta
di scheda per l'analisi critica dei siti di storia è reperibile
nel volume a cura di Crescione, Noiret, Spagnolo, Vitali,
La storia a(l) tempo di Internet, Patron Editore,
Bologna, 2004
(4) Per una guida alla valutazione
delle risorse web è consultabile il lavoro di Michel Kerry
e Miller Nichols all'indirizzo http://web1.umkc.edu/lib/engelond/criteria.htm
(5) Per un repertorio esauriente
sul webquest e per la ricca galleria di esempi si possono
consultare le risorse raccolte su Bibliolab: http://www.bibliolab.it/webquest.htm
(6) Su questo tema si confronti
il saggio di Antonio Calvani, Costruttivismo, progettazione
didattica e tecnologie, all'indirizzo http://www.scform.unifi.it/lte/doc/Costruttivimo%20e%20progettazione.doc
(7) Su questo tema si confronti
il contributo di Guglielmo Trentin, Didattica in Rete:
Internet, telematica e cooperazione educativa, all'indirizzo
http://dante.bdp.it/iride/polaris/albero/telecoop.html
(8) Il sito sui webquest ideato
da Bernie Dodge è consultabile all'indirizzo http://webquest.sdsu.edu/
(9) Per il concetto di ambiente
di apprendimento si possono consultare le risorse messe
a disposizione dal progetto FAR dell'Università di Torino
http://hal9000.cisi.unito.it/wf/DIPARTIMEN/Scienze_de/FAR/Gruppi-di-/Tecnologie/tredici.htm_cvt.htm
e il contributo di Irene Benedetto, Dalla valutazione dell'apprendimento
alla valutazione dell'ambiente di apprendimento, in Form@re,
all'indirizzo http://formare.erickson.it/archivio/settembre/2_benedetto.html
(10) Il webquest, realizzato
dalla prof. Patrizia Vayola per la classe IV B dell'IPSSCT
Quintino Sella, nell'anno scolastico 2004-05 è consultabile
all'indirizzo http://www.bibliolab.it/webquest_risorgimento/index.htm
(11) Per i criteri di valutazione
sull'efficacia del webquest si consulti la pagina del sito
di Dodge all'indirizzo http://webquest.sdsu.edu/webquestrubric.html
consultabile anche nella traduzione di Maria Gragnaniello
all'indirizzo http://www.bibliolab.it/webquest_task/WebQuest%20Rubric.htm
(12) Da questo punto di vista
un buon punto di partenza possono essere l siti di diverse
Virtual Library come quella Cilea http://www.cilea.it/Virtual_Library/test/bvita/main.htm
e http://www.virtual-library.it/
; per la storia in particolare si segnala l' Italian History
Index Italian Institutions and Universities http://vlib.iue.it/hist-italy/institutions.html
curato da Serge Noiret
(13) Per una presentazione
di questo tipo di attività si può leggere l'intervento di
Marco Guastavigna, Ci sono anche le "cacce al tesoro digitali",
all'indirizzo http://www.pavonerisorse.to.it/pstd/cacce.htm
(14) Per un esempio di caccia
al tesoro si confronti quella all'indirizzo seguente, relativa
alla storia della cioccolata, http://puntoeduri.indire.it/formazionedl59/content/2871/risorse/cioccolata.htm
(15) Per un esempio ulteriore
di webquest si consulti, sempre sulla storia della cioccolata,
il webquest all'indirizzo http://puntoeduri.indire.it/formazionedl59/content/2871/risorse/mondo/index.htm
(16) Un esempio di questo
tipo, relativo alla storia del Risorgimento è consultabile
all'indirizzo http://www.bibliolab.it/webquest_risorgimento/index.htm
(17) Per la presentazione di
una scheda di analisi dei siti di storia si vede la risorsa
alla pagina http://www.bibliolab.it/Internet%20e_file/frame.htm
che presenta la scheda utilizzata nella ricerca La storia
a(l) tempo di Internet, già citata
(18) Oltre al già citato http://www.bibliolab.it/webquest.htm
si veda anche il sito apprendere on line, per la consultazione
del quale è però necessaria la registrazione dell'utente
http://www.apprendereonline.it/public/home.php
(19) Modelli molto semplici di webquest e di caccia al tesoro,
direttamente compilabili on line sono disponibili nel sito
Aula 21 agli indirizzi http://www.aula21.net/Wqfacil/webit.htm
e http://www.aula21.net/cazas/cacce.htm
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