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Premessa
Nell'ultimo decennio, grazie alla Rete, si
sono diffuse nuove tipologie di
formazione. In particolare nell'ambito
della formazione degli adulti si è
ricorso ampiamente all'utilizzo dell'
insegnamento a distanza mediato dal
computer, per le possibilità offerte in
termini di aggiornamento delle competenze
in un mondo in rapida evoluzione,
nell'ottica del life-long learning (1). La
formazione on-line, designata dalla
letteratura internazionale come e-learning,
online learning, computer mediated
distance education, svincolata da limiti
spazio-temporali, caratterizzata da alta
interattività tra discenti e tra questi e
i materiali didattici, offre la
possibilità di rendere più significativo
il processo di apprendimento. La
possibilità di personalizzare i
contenuti, di partecipare attivamente alla
costruzione della conoscenza, di negoziare
attivamente obiettivi e strumenti della
conoscenza (2), rendono la formazione
on-line estremamente utile in contesti
lavorativi e di ricerca.
La classe virtuale, definita da Woodall
(1999) come "un ambiente di rete dove
una parte o la totalità delle interazioni
in atto in una classe tradizionale sono
simulate on-line", diventa il nuovo
ambiente di apprendimento della formazione
on-line. Mentre nella classe tradizionale,
caratterizzante la formazione in presenza,
lo schema delle relazioni che si
instaurano tra gli attori coinvolti tende
a mettere al centro della scena il
docente, nella classe virtuale il ruolo
principale è ricoperto dal discente, o
dal gruppo di discenti che interagiscono
tra loro, avvalendosi del supporto delle
nuove tecnologie (3). Nelle classi
virtuali e generalmente in tutti i
contesti della formazione a distanza, la
valutazione degli apprendimenti si
presenta come una questione alquanto
delicata. Come si può essere sicuri
dell'effettiva acquisizione di competenze
da parte dei discenti (4)? Gli esperti
sottolineano la necessità di articolare
il processo di valutazione e di mettere in
atto percorsi di valutazione formativa in
grado sia di monitorare gli apprendimenti
in itinere dei discenti sia di essere essa
stessa strumento di apprendimento.
In questo contributo vedremo come condurre
analisi di dati valutativi che considerino
come referente non più il singolo
corsista, ma l'intera classe virtuale. In
altre parole, si conduranno analisi sui
gruppi a partire da una matrice 'casi per
variabili' costruita su un campione di
individui (30 nel nostro esempio)
appartenenti a diverse classi virtuali. I
gruppi rappresentano un'aggregazione di
casi in relazione alle modalità o
categorie delle variabili categoriali
considerate, ordinate o non.
La
tecnica
Su 30 corsisti appartenenti a tre classi
virtuali si rilevano il 'genere', il
'grado di interazione del discente con la
classe virtuale' (basso, medio e alto),
sulla base del numero di interventi
pertinenti che il discente ha fatto sul
forum, il 'tempo di connessione alla rete'
e il 'risultato ad un test di
apprendimento' sui contenuti del corso.
Il metodo impiegato permette di
trasformare questa matrice in una nuova in
cui le unità sono i gruppi costituiti
dalle modalità delle variabili
categoriali o ordinali. Le variabili (categoriali)
in questione, la 'classe virtuale', il
'genere' e il 'grado di interazione',
occuperanno tante colonne quante sono le
loro modalità.
La trasformazione avviene attraverso una
serie di passaggi visti secondo il
linguaggio del package SPSS:
1. a partire dalla matrice casi per
variabili, le variabili categoriali
vengono espresse in forma disgiuntiva
completa mediante delle compute (Fig. 1).

Fig.
1 Trasformazione delle variabili
categoriale e ordinali
in forma disgiuntiva completa
La variabile 'classe virtuale' in Fig. 2
è rappresentata da un singolo vettore (le
modalità sono la classe A, B, C).
Esprimere la variabile in forma
disgiuntiva completa vuol dire riscrivere
la variabile attraverso tre vettori (Fig.
3) che indicano rispettivamente
l'appartenenza alla classe A (c_clas1 è
la nuova variabile che ha valore 1 se la
variabile classe_v è uguale ad A, valore
9 se sulla variabile manca l'informazione
e valore 0 se classe_v è uguale a B o a
C), l'appartenenza alla classe B (c_clas2)
e l'appartenenza alla classe C (c_clas3).
In sintesi con il valore 1 si indica la
presenza della proprietà nella rispettiva
modalità mentre con 0 se ne indica
l'assenza.

Fig. 2 -Matrice con variabile in forma
ridotta

Fig.
3 - Matrice con variabile in forma
disgiuntiva completa
2.
Le variabili cardinali non sono sottoposte
a codifica disgiuntiva completa altrimenti
occuperebbero tante colonne quanti sono i
valori delle variabili. In aggiunta questa
codifica disgiuntiva risulterebbe poco
utili per i nostri fini, come vedremo nel
seguito.
3. Il risultato è una nuova matrice detta
canonica (Fig. 4) in cui, come abbiamo
appena visto soltanto le variabili
categoriali (sia non ordinate, sia
ordinate) sono sottoposte a manipolazione.

Fig.
4 - Matrice in forma canonica
4.
Per mezzo della procedura Aggregate di
Spss si costruiscono nuove matrici di dati
ciascuna delle quali fa riferimento ai
tipi di gruppi che si vogliono studiare;
nel nostro caso avremo tre matrici che
avranno come unità rispettivamente le
classi virtuali, il genere e il tipo di
interazione tra i discenti. Ad esempio:
AGGREGATE
/OUTFILE='C:\Insegnanti\formare\classi_virtuali.sav'
/BREAK=classe_v I 30 individui sono
raggruppati per classe virtuale che
diventa l'unità della nuova matrice.
Per ciascuna unità di analisi (la classe
virtuale in quest'esempio) viene
calcolata, con questa istruzione, la quota
di ciascuna modalità delle variabili
categoriali. Nell'esempio riportato di
seguito si produrrà una matrice dove per
ciascuna classe virtuale si avrà la quota
di maschi (m_gen1), di femmine (m_gen2),
etc.
/m_gen1
= MEAN(gen1) /m_gen2 = MEAN(gen2)
/m_grado1 = MEAN(grado1) /m_grado2
= MEAN(grado2) /m_grado3 = MEAN(grado3) |
Per
quanto riguarda le variabili cardinali,
per ciascuna unità di analisi ne viene
calcolata la media. Nella matrice di
partenza vi erano due sole variabili
cardinali, il 'tempo di connessione ad
Internet' e il 'risultato della prova'.
/m_tempoc
= MEAN (tempo_c) /mrisult = MEAN(risultat)
/N_BREAK=N. |
La
nuova matrice (Fig. 5) è infatti
costituita da tre unità, corrispondenti
alle classi virtuali. I corsisti della
classe A (vedi colonna classe_v) sono
maschi nel 56% dei casi (m_gen1) e femmine
nel 44% (m_gen2), hanno un grado di
interazione basso con gli altri discenti
nel 33% dei casi(m_grado1); medio nel 22%
(m_grado2)dei casi e alto nel 44% dei casi
(m_grado3).

Fig.
5 - Matrice in forma aggregata
L'analisi
dei dati
Aggregando i dati in base alla 'classe
virtuale' possiamo studiarne la
composizione in relazione al genere e
illustrarla attraverso un grafico (Fig.
6).
La presenza dei maschi (Fig. 6) è più
numerosa nella classe A (56%), decresce
nella classe B (55%) e C (50%).
Specularmente la presenza delle femmine è
più numerosa nelle classi B e C (Fig. 7).

Fig.
6 - Andamento della quota dei maschi per
classe virtuale

Fig.
7 - Andamento della quota delle femmine
per classe virtuale
Dall'esame delle figg. 8, 9, 10, che
precisano le relazioni tra le 'classi
virtuali' e le modalità della variabile
'grado di interazione' tra i discenti
(alto, medio e basso) emerge che la classe
B è la più interattiva, mentre la classe
C è quella meno interattiva.

Fig. 8 - Andamento della quota del
grado di interazione basso tra le classi

Fig.
9 - Andamento della quota del grado di
interazione medio tra le classi

Fig.
10 - Andamento della quota del grado di
interazione alta tra classi
Il
valore aggiunto della tecnica che permette
di trasformare una matrice 'caso per
variabile' in una matrice 'aggregata'
consiste nel rappresentare agevolmente la
relazione tra due variabili categoriali,
come se quella in ordinata fosse
cardinale. Per rappresentare la relazione
tra una variabile categoriale ed una
cardinale (Fig. 11) l'aggregazione,
invece, non aggiunge nulla a quanto
avrebbe potuto ottenersi attraverso la
matrice 'casi per variabili', per mezzo
del comando 'Confronta medie' di Spss.

Fig.
11 - Risultati medi al test per classe
virtuale
Conclusioni
Cambiare le modalità di rappresentazione
della conoscenza consente di elaborare i
dati a nostra disposizione in modo più
efficace e quindi ottenere maggior
informazione dagli stessi dati. Questa è
la considerazione a cui ci portano le
riflessioni viste. Cambiare unità di
analisi del dato, passare dall'analisi dei
dati riferiti al singolo all'analisi dei
dati riferiti al gruppo, può essere una
strategia per il monitoraggio degli
interventi formativi on line, garantendo
il massimo di rapidità e il massimo di
trasparenza delle procedure di analisi.
Note
A. Calvani, M. Rotta, 1999.
A. Calvani, M. Rotta, 2001.
Ibidem, ……p. 151.
R. Trinchero, 2001.
Bibliografia
CALVANI A., ROTTA M., Comunicazione e
apprendimento in Internet: didattica
costruttivistica in rete, Trento,
Erickson, 1999.
CALVANI A., ROTTA M., Fare formazione in
Internet: manuale di didattica on-line,
Trento, Erickson, 2001.
GRIMALDI R., Elementi di metodologia e
tecniche della ricerca sociale, Milano,
Angeli, 2000.
RICOLFI L., Manuale di analisi dei dati.
Fondamenti, Bari, Laterza, 2002.
TRINCHERO R., TODARO P., Nuovi media per
apprendere: principi di formazione a
distanza in rete, Torino, Tirrenia
Stampatori, 2000.
WOODALL C., Becoming an online instructor,
Img, University OnLine, 1999.
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