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Le
mappe concettuali hanno suscitato
un grande interesse tra gli insegnanti in
occasione della prima edizione in Italia
del testo teorico di riferimento di Novak
e Gowin (1). In questi ultimi anni, poi,
nella scuola sono ulteriormente cresciuti
la convinzione della validità di questo
metodo, fortemente intrecciato sul piano
cognitivo con le tematiche
dell'apprendimento significativo e della
didattica di impostazione costruttivista.
Un contributo importante è stata
certamente la pubblicazione di un nuovo e
molto stimolante libro di Novak (2), ma
sono convinto che anche il diffondersi di
un certo numero di software per la
produzione di mappe abbia avuto un
peso.
Sta
di fatto che le esperienze d'uso di questi
programmi si sono moltiplicate. I
risultati di questa diffusione non sono a
dire la verità solo positivi: la
coniugazione con il digitale non sempre ha
prodotto chiarezza, anzi a volte ha avuto
l'effetto opposto. Sono disponibili
numerosi ambienti di lavoro, alcuni dei
quali sono però pensati per la produzione
non di mappe concettuali, ma di mappe
mentali. Di questo fatto non vi è però
piena consapevolezza, e spesso i due
modelli vengono confusi (3).
Il
mio contributo vuol quindi in primo luogo
sgomberare il campo da ogni equivoco in
questo settore: nella tabella che segue
sono indicati i principali programmi per
la produzione di mappe, tutti ormai
reperibili su Internet in versione almeno
di valutazione, distinti per categorie.
Le
mappe dinamiche sono un particolare
tipo di rappresentazione delle conoscenze,
realizzabile solo in formato digitale:
ogni singolo nodo può essere portato al
centro con un click del mouse e ciò
comporta una ristrutturazione visiva e
logica della mappa e della prospettiva con
cui essa viene fruita.
In
secondo luogo voglio segnalare al lettore
un'esperienza in corso, la realizzazione
di un sito sulle mappe concettuali: http://www.pavonerisorse.to.it/cacrt/mappe/.
Esso è nato grazie a un finanziamento
delle Fondazione Cassa di Risparmio di
Torino, che ha fatto della Direzione
Didattica di Pavone Canavese un Centro di
Animazione didattica nell'ambito della
rete unitaria delle scuole piemontesi (http://www.scuole.piemonte.it)
e del progetto Dschola (http://www.dschola.it).
Il sito di Pavonerisorse (http://www.pavonerisorse.to.it/)
ha da tempo assunto un ruolo particolare,
connotandosi come una sorta di rivista su
Internet, e raggiunto visibilità,
notorietà e autorevolezza nazionali.
Abbiamo pertanto pensato di qualificare
l'attività di animazione soprattutto
nella direzione della produzione di
risorse culturali disponibili a distanza,
ma utilizzabili nella didattica e nella
formazione in presenza. La sezione sulle
mappe concettuali è stata realizzata in
questa prospettiva. Essa conteneva in
origine un fascicolo in formato pdf,
liberamente scaricabile e utilizzabile e
distribuibile in attività didattiche o di
aggiornamento senza fini di lucro, con il
solo vincolo dell'opensource
intellettuale, ovvero la citazione della
fonte e degli autori. Successivamente si
sono aggiunti altri contributi, frutto
diretto o indiretto di seminari di
formazione e della continua ricerca che
conduciamo sulle mappe in ambiente
digitale. Il fascicolo viene ogni tanto
aggiornato, per cui sono in linea anche i
singoli capitoli di cui si compone, in
modo che chi sia interessato possa
eventualmente effettuare il download solo
delle parti che contengono novità.
Ciò
accade frequentemente alla
sitobibliografia, che abbiamo pertanto
deciso di rendere disponibile anche come
pagina web a se stante: http://www.pavonerisorse.to.it/cacrt/mappe/bibliomap.htm.
Vediamo
ora più dettagliatamente i contenuti del
sito e quali sono i suoi punti
culturalmente più qualificati.
La
struttura generale del fascicolo è la
seguente:
- Definizioni teoriche delle mappe;
- Tipologie di concetti e di collegamenti;
- Tipologie di strutture delle mappe
concettuali;
- Riflessioni sugli aspetti grafici;
- Illustrazione delle funzioni di alcuni
software;
- Spunti per attività didattiche di tipo
propedeutico;
- Esempi di attività didattiche
effettivamente realizzate con le mappe
concettuali;
- Tipologie di "errori" nelle
mappe concettuali;
- Spunti per la valutazione delle mappe.
- Sitobibliografia, con breve abstract dei
materiali presentati.
Ci
occupiamo di mappe concettuali, mentali,
cognitive e strutturali: quest'ultima
categoria è in una certa misura originale
e si riferisce alle "mappe che si
propongono di rappresentare le relazioni
che si stabiliscono tra i concetti
principali individuati ed estrapolati da
un'unità informativa accreditata come
fonte autorevole e di dimensioni e
complessità variabili - dal paragrafo del
manuale ad un libro, ma anche da una
pagina web ad uno o più siti". È un
tentativo di definire con chiarezza quali
siano le caratteristiche delle mappe
utilizzate per studiare.
Oltre
ai concetti-oggetto e ai concetti-evento
previsti da Novak e Gowin, definiamo altre
tipologie di concetti e richiamiamo le
fondamentali operazioni
logico-linguistiche necessarie alla
concettualizzazione. Proponiamo una
categorizzazione dei possibili
collegamenti tra i nodi concettuali. In
tutti i casi abbiamo un obiettivo
epistemico, ma soprattutto vogliamo
contribuire a fare la necessaria chiarezza
e a suscitare dibattito e confronto.
Parliamo di strutture radiali, verticali,
reticolari. Ragioniamo sull'uso delle
caratteristiche tipografiche (colori, tipi
di carattere) e degli aspetti visivi in
genere (forme, icone, immagini aggiuntive
e così via), fornendo alcuni semplici
criteri per un loro uso ragionevole e
produttivo. Crediamo infatti che ci sia
bisogno di un atteggiamento fortemente
analitico, che affronti la complessità
della questione "mappe" per
farne un'autentica risorsa formativa, che
non sia moda, ricetta, o, peggio, empirica
applicazione di modelli in realtà
acquisiti in modo superficiale e confuso.
Degli
ambienti digitali per la produzione di
mappe illustriamo prima di tutto il
modello logico-operativo di fondo e le
conseguenti opportunità cognitive, ovvero
gli elementi essenziali per capirne
l'utilizzabilità in un dato contesto
formativo e in funzione di obiettivi
definiti. Successivamente descriviamo le
funzioni fondamentali per l'elaborazione
delle mappe.
Diamo
alcune indicazioni su possibili attività
didattiche relative a contenuti culturali
veicolati da testi, ipermedia e Internet e
presentiamo materiale didattico commentato
e documentato, relativo da una parte alla
realizzazione di "mappe
strutturali" e dall'altra
all'organizzazione come mappa di pagine di
Internet intorno ad un tema.
Estrapoliamo
dall'esperienza alcune tipologie di
problemi tipici manifestati dagli allievi
nell'elaborazione di mappe concettuali e
forniamo alcuni elementi per una
valutazione globale dei lavori didattici:
non esiste la "mappa giusta",
unica e sola, ma sono frequenti le mappe
errate, con errori strategici, che
compromettono l'intera rappresentazione, o
con imperfezioni di vario genere. È
quindi necessario negoziare e esplicitare
punti di riferimento con i quali
misurarsi.
La
sitobibliografia cerca di fare il punto
sulla situazione, raccogliendo contributi
di vario genere, anche fortemente critici.
Tutte le volte che è possibile
l'indicazione che diamo è attiva:
cliccando su di essa si raggiunge il sito
o l'articolo relativo. È aperta ai
suggerimenti degli utenti del sito.
Il
sito propone anche:
- una bozza di scheda per la valutazione
delle mappe;
- una visita virtuale a una classe di
scuola superiore, le cui pareti sono
"arredate" di mappe;
- i materiali usati nella presentazione
dei seminari di formazione;
- il download di alcuni prototipi di
ambienti per la scrittura di saggi brevi;
- la guida alla schematizzazione di un
racconto, prodotta da un'insegnante di
lettere di un istituto professionale di
Torino;
- ulteriori indicazioni relative a
ambienti digitali per la realizzazione di
mappe.
La
bozza di scheda è materiale aperto:
ciascun insegnante potrà decidere se e
come utilizzarla, di adattarla alle
esigenze del proprio gruppo-classe e così
via. Si scarica in formato RTF e come
modello di Word per Windows, quindi è
facilmente manipolabile.
I materiali dei seminari di formazione
hanno valenza in primo luogo documentativa:
coloro che li hanno frequentati hanno
potuto immediatamente scaricare quanto
loro presentato; secondo noi possono però
anche essere utile spunto per chi si
accingesse a dare vita a aggiornamento
sulle mappe concettuali.
I prototipi di ambienti per la scrittura
di saggi brevi esemplificano come
"l'uso di ambienti digitali per la
produzione di mappe concettuali possa
costituire una importante risorse per
l'apprendimento di tecniche di
scrittura" (4).
La guida alla schematizzazione di un
racconto dimostra che per un insegnante è
possibile realizzare materiali semplici ma
efficaci, proficuamente spendibili nel
proprio lavoro didattico.
Note
Novak J.D., Gowin D.B, Imparando a
imparare, SEI, Torino, 1989/2001
Novak J.D., L'apprendimento
significativo. Le mappe concettuali per
creare e usare la conoscenza, Edizioni
Centro Studi Erickson, Trento, 2001
I programmi adatti a fare mappe
concettuali sono tutti impiegabili anche
per le mappe mentali, ma non viceversa. In
questi mesi è in corso in tutta Italia il
piano di formazione alle competenze
tecnologiche e informatiche dei docenti,
che prevede numerose iniziative, tra cui
numerosi forum di discussione. Ebbene, il
tema delle mappe è molto dibattuto, così
come quello dell’uso dei relativi
software: è per altro molto frequente un
evidente mancata comprensione delle
differenze tra il modello delle mappe
concettuali e quello delle mappe mentali.
Da Guastavigna M., Gineprini M.,
Mappe
per il governo delle idee, in Scuola e
Città, 2/2003.
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