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Nelle
scienze sociali la conoscenza viene
generalmente rappresentata con testi,
tabelle, grafici e matrici di dati. Come
vedremo nel presente contributo, le mappe
concettuali rappresentano un utile
strumento per organizzare e comunicare il
sapere, e tali potenzialità si esplicano
pienamente quando il sapere ha la
complessità intrinseca della conoscenza
sociologica, in cui il dato quantitativo e
quello qualitativo devono costantemente
bilanciarsi e sostenersi a vicenda.
Organizzare al meglio la conoscenza è
funzionale alla progettazione e
realizzazione di percorsi formativi
fruibili a distanza. Mediante le mappe
concettuali è possibile rappresentare
teorie, ipotesi e risultati di ricerca.
Oltre alla comunicazione formale di tali
asserti, le mappe consentono
l'apprendimento collaborativo nel senso
che più persone possono collaborare a
distanza alla costruzione della mappa
portando ciascuno il proprio contributo
teorico e di ricerca. Le mappe in Internet
possono poi essere organizzatori di
risorse di Rete e quindi avere funzioni di
mediatori didattici, unendo all'efficacia
propria delle mappe classiche di Novak,
anche l'efficacia della comunicazione
visiva, attraverso testi brevi, immagini,
grafici, filmati, suoni, parlato, ecc.
1.
Le mappe concettuali offrono la
possibilità di esprimere vari domini di
conoscenza che possono essere esplicitati
attraverso un'organizzazione e una
rappresentazione delle relazioni che
intercorrono tra i concetti. Queste
permettono una visualizzazione grafica
delle conoscenze che, come sostengono
Novak e Gowin (1) (Novak e Gowin, 1989),
"è un modo per fare emergere i
significati insiti nei materiali da
apprendere" in quanto è necessario
riflettere sui concetti proposti e sulle
relazioni che tra questi intercorrono. Le
mappe concettuali si possono dunque
definire come "un formalismo per
l'organizzazione e la rappresentazione
della conoscenza esplicita in forma
proposizionale, che riproduce in forma
grafica gli asserti concernenti un dato
flusso di esperienza, evidenziando i
concetti coinvolti e le relazioni che li
legano" (Trinchero 2001b, p. 135).
Ogni mappa concettuale è lo specchio di
un modello mentale che deriva dalla
propria esperienza ed è da considerarsi
una creazione strettamente personale. Per
questo non esistono mappe concettuali
corrette o sbagliate ma mappe efficaci o
meno a rappresentare e a descrivere domini
di conoscenza (Trinchero, 2003). La
costruzione di una mappa concettuale
favorisce il passaggio da un ruolo
passivo/ricettivo ad un ruolo
attivo/costruttivo in quanto si attivano
dei processi metacognitivi che consentono
di rielaborare personalmente le conoscenze
assimilate.
Per rappresentare una teoria sociologica
riguardante le strategie di individuazione
e di identificazione messe in atto dagli
attori degli ex-voto dipinti, si sono
scelte le mappe concettuali per legare e
comunicare modelli interpretativi, metodi
e risultati. Le mappe concettuali,
presentate via computer, consentono di far
apparire - con un clic del mouse sui vari
nodi di cui sono composte - fotografie,
immagini, grafici, dati ma anche suoni e
animazioni. Tali mappe sono state
elaborate con il software Wmap (www.far.unito.it/wmap, progettato ed
implementato da Roberto Trinchero
nell'ambito del progetto FAR, Formazione
Aperta e Assistita in Rete ideato e
diretto da Luciano Gallino) che consente
la costruzione collaborativa di mappe
concettuali. Con WMap sono state
rappresentate teorie e risultati relativi
agli ex-voto attraverso la strutturazione
di una rete di concetti diversa dal
modello logico-sequenziale del testo
scritto.
Per prima è stata realizzata un'ipermappa
(2), ossia una mappa indice (fig. 1) alla
quale ne sono collegate altre, in modo che
cliccando sui nodi della prima se ne
aprono delle nuove; a tali mappe sono
collegate delle immagini e delle
rappresentazioni grafiche che esplicitano
i concetti e le relazioni che li legano.
Clicca
qui per visualizzare la Fig. 1
- Mappa concettuale con funzione di indice
Gli
ex-voto sono stati letti mediante un
approccio morfologico (che si ispira alla
Morfologia della fiaba di Propp) che ha
messo in evidenza la monotipicità e la
possibilità di un'operazione di
catalogazione sulla base di un tracciato
comune, consentendo quindi un'analisi
statistica. Tale approccio è stato
rappresentato in una mappa concettuale
(fig. 2), in cui sono rappresentati gli
attori dell'ex-voto e le funzioni
narrative con relative immagini.
Clicca
qui per visualizzare la Fig. 2
-
Mappa concettuale per un approccio teorico
relativo all' interpretazione degli
ex-voto dipinti
Come
modello interpretativo - e di
catalogazione - è stato adottato il
modello di attore sociale EGO (ideato da
Luciano Gallino negli anni Ottanta, con
l'obiettivo di simulare la mente di un
attore confrontato da una decisione
difficile) (fig. 3). Tale modello è in
grado di orientare la schedatura del
materiale empirico e di mettere in luce le
strategie di comportamento sociale
custodite e veicolate dalle tavolette
votive dipinte.
Clicca
qui per visualizzare la Fig. 3
-
Mappa concettuale rappresentante il
modello dell'attore sociale Ego
In altre
mappe concettuali (che vedremo nella
sezione che segue), sono stati
rappresentati non solo i diversi approcci
di lettura e le teorie formulate, ma anche
dati statistici e risultati relativi alle
differenti strategie di comportamento e ai
differenti ruoli degli attori che animano
gli ex-voto dipinti (miracolato,
richiedente, ecc). Ciò dimostra che le
mappe concettuali possono essere un valido
strumento per organizzare e rappresentare
diversi domini di conoscenza.
2. In
questa seconda sezione e in particolare
nella fig. 4 sono rappresentati dati
statistici relativi alle strategie di
individuazione (egoistiche, nel senso che
il richiedente chiede la grazia per se
stesso) che, come si può notare dalla
mappa concettuale qui proposta, sono
prevalenti nel 61% e vedono come attori
soprattutto uomini nel 64% dei casi che
tendono assumere ruoli nel modo di
produzione inteso come trasformazione
delle risorse necessarie alla vita
quotidiana (nel 23% contadini e nel 20%
oranti).
Clicca
qui per visualizzare la Fig. 4 - Strategie di individuazione
Nel 39%
dei casi invece, come indicato nella fig.
5, le strategie rappresentate sono di
identificazione (altruistiche, nel senso
che l'attore richiedente chiede la grazia
per altri, un attore miracolato, ad
esempio un figlio, il marito). In questo
caso l'attore richiedente è
prevalentemente di genere femminile (nel
52%, mentre nel 29% è un nucleo
famigliare) che ricopre un ruolo nel modo
di riproduzione biopsichica (nel senso di
mantenimento psico-fisico e di
riproduzione biologica della popolazione).
Il richiedente chiede la grazia per un
attore miracolato che di solito è maschio
(nel 44%, mentre è di genere femminile
solamente nel 37% dei casi nel 43% è un
bambino e nel 41% un adulto).
Tali dati rappresentati in mappe
concettuali permettono di organizzare a
livello cognitivo le informazioni e grazie
alla visualizzazione grafica viene
potenziata anche la memoria visiva, che
costituisce così un valore aggiunto
all'assimilazione delle conoscenze e nella
strutturazione di modelli sociologici.
Clicca
qui per visualizzare la Fig. 5 - Strategie di identificazione
Con le
mappe concettuali è dunque possibile
rappresentare e identificare percorsi
flessibili e dinamici a seconda delle
proprie strutture cognitive ed esprimere
vari domini di conoscenza mettendo in atto
così processi metacognitivi.
Proprio per queste caratteristiche le
mappe concettuali sono alla base dei
modelli di e-learning con cui il FAR
prepara i corsi on-line. In questo caso le
mappe concettuali offrono al soggetto che
apprende la possibilità di seguire un
percorso cognitivo per assimilare ed
integrare nuove conoscenze, con
l'opportunità di navigare in Rete in modo
costruttivo e collaborativo. Nelle scienze
sociali sono invece - come abbiamo appena
visto - un utile formalismo per illustrare
graficamente delle teorie e delle ipotesi
(e dunque controllare immediatamente la
correttezza nella derivazione delle
seconde dalle prime), e rappresentare con
immediatezza risultati di ricerca che
possono servire al controllo delle
medesime ipotesi formulate.
Note
Novak e Gowin (1989) elaborarono la
tecnica delle mappe concettuali
rifacendosi alla teoria
dell’apprendimento significativo di
Ausubel
(1998).
Fruibile
all'indirizzo www.cisi.unito.it/associazioni/ais-metodologia
(cliccare su "Convegni", "Rappresentazione
soggetti collettivi", "Paper
programmati per il convegno" e infine
cliccare su "Rappresentazione di strategie di
individuazione e di identificazione di
soggetti collettivi nelle tavolette votive
dipinte piemontesi").
Riferimenti
bibliografici
Ausubel
D.P. (1998), Educazione e processi
cognitivi. Guida psicologica per gli
insegnanti, Milano, Angeli
Gallino L. (1992) (a cura di), Teoria
dell'attore e processi decisionali,
Milano, Angeli
Grimaldi R. (1992), Comportamento sociale
ed intelligenza artificiale: una versione
computazionale di un modello dell'attore,
in Gallino L. (a cura di), Teoria
dell'attore e processi decisionali,
Milano, Angeli, pp. 67-246
Grimaldi R. (1996), L'analisi delle
relazioni di parentela: applicazioni in
Lisp e Prolog, pp. 189-193 e Reti
semantiche e rappresentazione della
conoscenza: un'interfaccia intelligente
per il recupero delle informazioni, pp.
235-249 in Grimaldi R. (a cura di),
Tecniche di ricerca sociale e computer,
Torino, Omega
Grimaldi R. (1996) (a cura di), Tecniche
di ricerca sociale e computer, Torino,
Omega
Grimaldi R.(2002), Scrivere, elaborare,
comunicare, Milano, Angeli
Grimaldi R. (2003), Le risorse culturali
della Rete, Milano, Angeli
Novak J. D. (2001), L'apprendimento
significativo, Erickson, Trento
Novak J.D. e Gowin D.B. (1989), Imparando
a imparare, SEI, Torino
Trinchero R. (2001a) Manuale di ricerca
educativa, Milano, Angeli
Trinchero R. (2001b), Wmap: un software
per la costruzione collaborativa di mappe
concettuali in "Perform", Vol.
2, n° 4
Trinchero R. (2003), La rappresentazione e
la condivisione della conoscenza nello
spazio della Rete, pp. 85-125 in Grimaldi
R. (a cura di), Le risorse culturali della
Rete, Milano, Angeli.
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