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I
Learning Objects (LO) sono elementi di un
nuovo tipo di didattica on line basata su
un paradigma dell'informatica orientato
sugli oggetti. Esso sostiene la
realizzazione di corsi on-line mediante
componenti che possono essere riutilizzati
più volte in contesti differenti.
L'idea nasce da un suggerimento di
Reigeluth e Nelson (1997) che prendono ad
esempio gli insegnanti, i quali accedendo
per la prima volta ai materiali didattici,
sovente, si trovano costretti a scomporli
in tanti pezzi che poi riassemblano
adattandoli alle proprie esigenze
d'insegnamento.
Ciò suggerisce una prima delle ragioni
per le quali i componenti didattici
riciclabili, o Learning Object, potrebbero
portare benefici: se gli istruttori
ricevessero risorse didattiche sotto forma
di componenti singoli, questa fase
iniziale di "smantellamento"
potrebbe essere evitata, aumentando
potenzialmente la velocità e l'efficienza
dello sviluppo didattico.
Per spiegare in modo immediato cos'è un
Learning Object dobbiamo pensare alla più
piccola risorsa utilizzata per la
realizzazione di un processo formativo,
come il contenuto di una diapositiva,
slide, video e test formativi ecc.; queste
parti costituenti, fanno della loro
riusabilità una caratteristica
fondamentale.
Generalmente per LO si intendono entità
digitali fruibili via internet o intranet
attraverso una applicazione installata su
server, di solito di tipo LCMS, che
consente accessibilità ed utilizzabilità
contemporanea a più utenti, siano essi
sviluppatori, siano i fruitori stessi dei
corsi.
Ciò costituisce una grande potenzialità
poiché i progettisti possono collaborare
all'implementazione delle banche dati da
luoghi diversi e, utilizzando le
valutazioni dei corsi in atto, per
innescare un continuo loop-back di
progettazione atto a migliorare
continuamente la qualità della formazione
erogata.
Fino ad ora, la maggior parte della
letteratura e delle applicazioni relative
ai sistemi learning object si è
concentrata primariamente sugli attributi
tecnologici, sugli standard, e sulle
questioni relative alla costruzione del
sistema come per esempio i livelli di
specificità e l'assicurazione di
interoperabilità (Wiley, 1998; Singh,
2000); ma i sistemi Learning Object
presentano anche caratteristiche
interessanti per gli aspetti relativi al
potenziamento delle esperienze di
auto-apprendimento.
Per la loro struttura, i learning object
sono flessibili e dinamici, ciò favorisce
in chi apprende, l'associazione del
contenuto dell'istruzione con le
conoscenze pregresse e le esperienze
personali (Bransford e al., 1999).
Fino ad ora, le caratteristiche del
sistema che renderebbero possibili
attività guidate dallo stesso discente e
di impostazione costruttivista non sono
ancora state pienamente esplorate e
potrebbero rivelare implicazioni
significative per loro sviluppo ad esempio
del concetto di Metacognizione a cui hanno
dato significativi apporti autori come
John H. Flavell e Ann Brown.
La
metodologia di progettazione rimane il
punto "debole" dell'approccio
anche se si stanno affacciando teorie
sempre più strutturate che, come quella
di Wiley (2001), cercano di mettere ordine
nel mondo fin troppo discusso e dal quale
poco si è ancora realizzato dei "Learning
Object".
Ricordiamo
che per facilitare la diffusione
dell'approccio ai LO, nel 1996 è sorto il
Comitato sulle Norme Tecnologiche per la
Didattica (LSTC: Learning Technology
Standards Committee) dell'Istituto
Ingegneri Elettrici ed Elettronici (IEEE:
Institute of Electrical and Electronics
Engineers), allo scopo di sviluppare e
promuovere le norme sulla tecnologia
didattica (LTSC, 2000).
Proprio
dall' LTSC arriva il termine "Learning
Object" e la sua definizione:
"I Learning Objects sono qui definiti
come qualsiasi entità, digitale o non
digitale, che può essere utilizzata,
riutilizzata o citata in fase di didattica
supportata da tecnologia. Esempi di questo
tipo di didattica includono sistemi
computerizzati di formazione, ambienti di
apprendimento interattivo, sistemi
didattici intelligenti computerizzati,
sistemi di apprendimento a distanza,
ambienti di apprendimento in
collaborazione".
Fra
gli esempi di LO si annoverano contenuti
multimediali, contenuti didattici,
obiettivi didattici, software formativo e
software tools, nonché persone,
organizzazioni od eventi cui si faccia
riferimento in fase di apprendimento
supportato da tecnologie (Gruppo di Lavoro
sui Metadati per LO "LOM",
2000).
In
assenza di tali norme, le università, le
corporazioni ed altre organizzazioni in
tutto il mondo non potrebbero garantire
l'interazione delle loro tecnologie
didattiche, ed in particolare la loro
produzione di LO.
Un progetto simile chiamato ARIADNE
(Associazione delle Reti Europee di
Distribuzione e Formazione Didattica a
Distanza) era già stato lanciato con il
supporto finanziario della Commissione
dell'Unione Europea (ARIADNE, 2000).
Contemporaneamente, un'altra associazione
chiamata Progetto Sistemi di Gestione
Didattica (IMS: Instructional Management
Systems) era agli albori negli USA, con il
supporto finanziario dell'Educom (IMS,
2000).
Per concludere, ciascuna di queste
organizzazioni, unitamente ad altre non
citate (ad es. ADL, 2000), ha iniziato ad
elaborare norme tecniche per supportare la
diffusione dei LO, ed inoltre,
definizioni, tassonomie, sequenzialità,
riutilizzabiltà e gestione dei Learning
Object sono i temi sui quali le
università stanno lavorando intensamente,
poiché questi sono senza dubbio
fondamentali per lo sviluppo di un nuovo
modo di fare formazione on-line.
Bibliografia
ADL. (2000). Advanced distributed learning
network website [On-line]. Available: http://www.adlnet.org/
ARIADNE (2000). Alliance of remote
instructional authoring and distribution
networks for Europe website [On-line].
Available: http://ariadne.unil.ch/
Bransford, J. D., Brown, A.L. &
Cocking, R. (1999). How people learn:Brain,
mind, experience and school. Washington,
D.C.: National Academy Press.
IMS. (2000). Instructional management
systems project website [On-line].
Available: http://imsproject.org/
LOM (2000). LOM working draft v4.1 [On-line].
Available: http://ltsc.ieee.org/doc/wg12/LOMv4.1.htm
LTSC (2000). Learning technology
standards committee website [On-line].
Available: http://ltsc.ieee.org/
Reigeluth, C. M. & Nelson, L. M.
(1997). A new paradigm of ISD? In R. C.
Branch & B.B. Minor (Eds.),
Educational media and technology yearbook
(Vol. 22, pp. 24-35). Englewood, CO:
Libraries Unlimited.
Singh, H. (2000). Achieving
Interoperability in e-Learning. Available:
http://www.learningcircuits.org/mar2000/singh.html[2000,
March].
Wiley, D.A (1998). Effective and efficient
education. Available: http://wiley.byu.edu/dle/wiley/e3/
Wiley, D.A., (2001) (ed). The
Instructional Use of Learning Objects:
Online Version. Retrieved May 18, 2001,
from the World Wide Web: http://www.reusability.org/read/
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